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Tasse sui rifiuti, a Padova la Tari più cara del Veneto

L’Osservatorio Confcommercio: in città i servizi peggiori di tutta la regione e la differenziata ha ancora percentuali basse.  Bressa: sconto in bolletta alle famiglie

PADOVA. «Stiamo definendo un aiuto per ridurre le tariffe per le utenze domestiche della raccolta rifiuti. L’idea è uno sconto automatico in bolletta per le famiglie con maggiori difficoltà, dunque in base all’Isee. Vogliamo automatizzare il meccanismo in modo che la riduzione arrivi direttamente nella bolletta senza dover fare richiesta.

Un po’ come il bonus per l’acqua: applicheremo gli stessi requisiti». A dare la bella notizia è l’assessore ai tributi Antonio Bressa. Per le attività economiche, invece, è direttamente il governo che si impegnerà a dare un sostegno: «C’è la garanzia di ridurre la Tari nel decreto Imprese – aggiunge Bressa – Allo studio ci sono due ipotesi ma non c’è ancora l’ufficialità da Roma. Nella prima si farà come l’anno scorso: saranno individuati i giorni di chiusura e sarà ridotta la quota variabile in base alle giornate in cui le attività non hanno lavorato. La seconda ipotesi invece contempla un sostegno – è da capire ancora la modalità – sulla base di chi ha perso più di un terzo del fatturato».


Gli avvisi in arrivo

In città le utenze domestiche della Tari sono 102.212, mentre quelle non domestiche sono 19.163. Dal 1 gennaio 2014 viene applicato il Tributo comunale sui rifiuti (Tari) per la copertura dei costi relativi al servizio di gestione della spazzatura avviata allo smaltimento. «Normalmente – aggiunge l’assessore – registriamo una percentuale di incassi dell’88,5% e l’anno scorso è stata dell’85,9%, ovvero un meno 2,5% di scostamento. Annualmente incassiamo 45 milioni di euro e abbiamo una media d’incasso più alta di quella nazionale».

In questi giorni stanno arrivando i solleciti di pagamento per il 2020. Non hanno valore esecutivo, si tratta solo di un promemoria da parte delle aziende per chi non ha pagato. Per quanto riguarda, invece, la Tari del 2021, le rate sono state tutte spostaste in avanti: la rata di marzo è stata prorogata al 30 giugno; quella di luglio al 15 settembre e infine ci sarà la rata di dicembre. La pandemia ha colpito duramente le imprese, in modo particolare quelle del commercio e della ristorazione, che hanno dovuto fare i conti con restrizioni e chiusure ed hanno visto precipitare i loro fatturati. Tuttavia secondo Il “Rapporto rifiuti 2020” di Confcommercio, realizzato attraverso lo studio dell’Osservatorio tasse locali, la spazzatura ha raggiunto un livello record in Italia di 9,73 miliardi, crescendo dell’80% negli ultimi dieci anni. In una classifica da 0 a 10 per il livello dei servizi, le Regioni più virtuose sono l’Emilia Romagna (7,38), il Piemonte (7,33), il Veneto (7,17) e la Lombardia (7).

I peggiori servizi del veneto

Però la nostra città, in Regione, è il fanalino di cosa. Confcommercio ha misurato il fabbisogno standard, la Tari censita e il livello dei servizi, posizionando al primo posto Belluno e Vicenza (voto 9); poi Venezia (voto 7); infine Padova, Verona e Rovigo (voto 6). I servizi si misurano in base alla spesa pro-capite e alla gestione della differenziata che offre ogni città e anche qui Padova è all’ultimo posto con il 50,74% di spazzatura differenziata. Al primo posto c’è Belluno (72,59%), poi Vicenza (65,06%), Rovigo (56,16%), Venezia (54,32%) e Verona (50,74%). Mentre la Tari porta un gettito di 93 milioni di euro per Venezia, 47 milioni per Verona, 43 milioni per Padova, 22 milioni per Vicenza, 9 milioni per Rovigo e 4 milioni per Belluno. Che procapite significa: 356,71 euro per ogni cittadino residente a Venezia; 203,98 per chi vive a Padova; 195,55 per gli abitanti di Vicenza, 181,82 per i residenti di Verona; 171,06 per chi vive a Rovigo e 121,28 per i cittadini di Belluno.
 

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