Su piazzetta Gasparotto è scontro tra associazioni

Piazzetta Gasparotto è un’area complessa e contraddittoria. Chiusa, perfetta per nascondersi e consumare sostanze stupefacenti senza il rischio di essere scoperti. Ideale anche per venderle. Accade da anni. I tentativi fatti dalle varie amministrazioni sono falliti e hanno migliorato solo a fasi alterne la situazione. Oggi è diventata anche una piazzetta della discordia, dove convivono realtà politicamente opposte. Da ormai più di 7 anni quella zona ospita infatti il circolo Nadir e il Co+ coworking, che hanno costituito il quartier generale di Coalizione Civica e da cui sono emersi i profili politici delle due assessore Marta Nalin e Chiara Gallani e della consigliera regionale, Elena Ostanel. Da febbraio è sbarcata in piazzetta Gasparotto anche l’associazione Andromeda, guidata dall’ex parlamentare e oggi esponente di Fratelli d’Italia, Filippo Ascierto. Una zona che rischia quindi di diventare calda, dove però c’è un problema comune di droga che tutti i “residenti” stanno paradossalmente provando a risolvere insieme, anche se con approcci decisamente diversi.

Ieri i rappresentanti di queste realtà sono stati ospiti di una commissione consiliare convocata dal presidente Luigi Tarzia proprio per capire come si stanno muovendo e cosa può fare l’amministrazione per contrastare il fenomeno di spaccio e consumo. Dalla commissione sono emerse proprio le distanze tra le due realtà: «Io parto da due principi: drogarsi non è un diritto e spacciare è un reato» la versione di Ascierto «e quindi noi siamo disponibili a collaborare con tutti, ma dobbiamo partire da un’azione di controllo. La piazzetta deve diventare un simbolo, un modello, come quello dei Giardini dell’Arena e quindi va presidiata. Proviamo con i nonni vigile». «In questo modo il problema si sposta solamente e quindi non è un piano vincente» ha replicato Giovanni Zamponi del circolo Nadir «e per noi la repressione non serve. Il problema del consumo di droga è molto più complesso e ampio. Non si può risolvere in poco tempo. Va capito, compreso e non basta una presenza di 2 ore al giorno per farlo. Servono unità di strada specializzate, professionisti che sappiano come agire, altro che nonni vigile». —


LU. PRE.

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