Il primo ciak sotto le mura è un “Bacio” per tutti i giovani

Il centro cittadino si trasforma in un set cinematografico per il corto ideato e diretto da Tony Morgan: tra gli attori anche un cittadellese

CITTADELLA

Ciak, si gira: Cittadella torna set da questa settimana, iniziano le riprese di “Bacio – il futuro di una generazione”. L’opera cinematografica è stata ideata da Tony Morgan insieme a Roberta Arnone, alla regia ci sarà lo stesso Morgan, il produttore è Jacopo Dotti. Un progetto immaginato da tempo e che – dopo lo stop imposto dal Covid – avrà finalmente la possibilità di “partire”.


La sceneggiatura è incentrata su temi di stretta attualità come la disoccupazione giovanile, la fuga dei giovani all’estero, in cerca di lavoro e fortuna, i disagi e gli sconvolgimenti che comportano a livello di relazioni umane e di sentimenti personali. «Il progetto è costato tre anni di lavoro», osserva Dotti, «si tratta di un cortometraggio che presenteremo nei concorsi internazionali, da Venezia a Taormina, lo porteremo anche al Donatello. Ci saranno una trentina di ragazzi in scena, uno di loro lavora alle poste di Cittadella e fa parte della compagnia Stabile Città Murata». Morgan – che ha svolto i provini in Torre di Malta – è emozionato: «Si tratta di un film attuale e impegnato, non vediamo l’ora di girare: lo abbiamo presentato a Rai Due». Le scene interne sono state girate la scorsa settimana a Campocroce, all’ombra delle mura si svilupperà la storia della protagonista, Lory, una ragazza siciliana di 25 anni laureata in Scienze statistiche ed economiche, arrivata in Veneto con la famiglia: nella sceneggiatura la giovane trova lavoro all’estero ed è combattuta tra il desiderio di realizzarsi e l’amore per cari e amici. Sullo sfondo la bellezza paesaggistica del Veneto. Perché “Bacio”? Arnone sottolinea che «il bacio è simbolo d’amore, in tutte le sue forme: per le persone care, per la propria terra, per la propria vita. Vogliamo trasmettere calore, speranza».

Il sindaco Luca Pierobon insiste sulla dimensione simbolica del corto: «L’arte in questo ultimo anno ha subito in maniera grave la pandemia: per la nostra città questo set rappresenta una rinascita, naturalmente lo proietteremo». —



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