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Gazzo, Claudia Cherobin a luglio si sarebbe laureata: "Sognava di avere un figlio"

La mamma Livia in u momento felice con la figlia Claudia

Il dolore della mamma di Claudia, la 24enne morta nell’incidente di Camisano. Il fidanzato, operato per un’emorragia interna, è ricoverato in Rianimazione  

GAZZO. Le persone arrivano, le chiedono se ha bisogno di qualcosa, e lei risponde a tutti: «Ho bisogno di mia figlia, delle sue risate. Era la mia unica gioia». Livia Cherobin affronta la notte senza fine: la sua Claudia, l’unica figlia, è morta in un incidente stradale ad appena 24 anni. Aveva tutta la vita davanti, a luglio si sarebbe laureata, era arte e spensieratezza, talento e amicizie. E ora, il nulla.

«Eravamo legatissime», racconta la madre, che vive in via Baracca ed attiva nel tessuto sociale e ambientalista di Gazzo. Scuote la testa: «Come si fa a morire così? Vorrei essere morta io al suo posto, è assurdo. Cosa posso fare adesso?».

Claudia Cherobin si era diplomata al liceo linguistico a Vicenza, a Padova aveva frequentato il Dams. Thomas Schiavo, il fidanzato, operaio specializzato di Camisano, lo conosceva da adolescente: era stato il suo primo amore, si sono ritrovati a gennaio 2019 e la storia è decollata nuovamente.

«In attesa della discussione di laurea stava cercando un lavoro, si sarebbe adattata a qualsiasi cosa. Era brava con il computer, sapeva l’inglese, siamo state insieme ad imparare la lingua in Inghilterra. Tra i suoi sogni c’era quello di diventare mamma».

Dinamica, ecclettica, volitiva: «Un paio di anni li ha trascorsi con le amiche a Padova. Suonava il piano, seguiva corsi di canto. Durante gli anni dell’asilo ha fatto parte del coro dello Zecchino d’Oro. Affrontava ogni sfida con il suo carattere solare e il suo sorriso, le piaceva pure sperimentare ricette ai fornelli».

«L’avevo accompagnata venerdì a casa del fidanzato, spesso trascorrevano il fine settimana insieme», racconta la mamma. Che ripercorre i minuti che le hanno sconvolto l’esistenza: «Domenica pomeriggio erano andati in un bar di S. Maria di Camisano e stavano tornando a casa. Mi ha chiamato la sorella di Thomas e sono corsa sul posto, una stradina di campagna, fatico a capire come possa essere successo. I sanitari mi hanno caricato in ambulanza e mi hanno comunicato quello che era successo».

Il ragazzo, anche lui 24 anni, era alla guida: nella notte è stato operato per una emorragia interna, è in Rianimazione, in prognosi riservata.

Il ricordo dell’Udu, l’Unione degli Universitari: «Qualcuno le diceva sempre che aveva i girasoli negli occhi, e chiunque l’abbia anche solo incontrata non può dimenticarsi quella luce. Claudia non si è mai tirata indietro, quando si trattava di scendere in piazza e di difendere una causa giusta, o quando si trattava di rimboccarsi le maniche per costruire un Festival da zero. Non le mancava mai il sorriso, e aveva sempre un’idea brillante pronta, e la voglia e la creatività per costruirla. Era buona e generosa, con quella generosità non superficiale, che non faceva mai mancare una parola o un gesto di sostegno sincero». Cosa rimane? La certezza che «chi ha compagni non muore mai».

Il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto sottolinea il «sentimento di ingiustizia e incredulità nel dover dire addio a una ragazza molto impegnata per l’Università, nell’Udu e nel Comitato unico di garanzia». —


 

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