Ecco chi paga più della media nazionale penalizzati ristoranti, ortofrutta e fiorerie

La Tari è composta di una quota fissa e una variabile, commisurata alla superficie dell’abitazione e al numero degli occupanti. Per le attività commerciali invece è commisurata alla superficie in metri quadri e alla tipologia di attività svolta. In media la tariffa per le varie categorie produttive è in linea con quelle nazionali. Con qualche sorpresa. Per esempio, la categoria della ristorazione padovana (ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub e birrerie) paga 22 euro a metro quadrato, mentre la media nazionale è un po’ più bassa: 19,95 euro e, in particolare, la media nazionale per mense, pub e birrerie di 16,97 euro a metro quadro. Non va bene nemmeno a ortofrutta, pescherie, piante e fiori e pizza al taglio: a Padova pagano 28 euro a metro quadro mentre la media nazionale è di 24,62 euro. Ci sono però anche delle tariffe più vantaggiose nel nostro territorio: supermercati, macellerie, salumi e formaggi, generi alimentari, rosticcerie e panifici, a Padova pagano 8 euro al metro quadro, mentre la media nazionale è di 10,71 euro. Oppure le discoteche: a Padova pagano 4,1 euro mentre la media nazionale è di 7,29 euro. Infine ci sono delle lievi differenze: bacchi, farmacie ed edicole pagano nel padovano 5,5 euro mentre la media nazionale è di 6,79 euro. Così anche gli alberghi: senza ristorante a Padova pagano 4,3 euro contro 4,84 euro di media; con ristorante 5,9 euro qui contro 6,37 nella Penisola.

«In questo momento siamo terrorizzati dalle bollette – spiega Patrizio Bertin, presidente Ascom Confcommercio – Dopo un anno di pandemia devono essere riviste le tariffe: quelle ante pandemia non sono giustificate. Oggi è necessario aiutare le imprese sui costi. Ve bene pagare un po’ di più quando le cose vanno bene, ma in un momento come questo, in cui le imprese non hanno liquidità e sono considerate a rischio dalle banche, è assurdo chiedere tanto».


«Se nel 2021, con oltre 150 giorni di chiusura, la riduzione della tari non sarà importante – aggiunge Filippo Segato, segretario Appe – sarebbe gravissimo. Da parte nostra, e fin dai tempi pre-pandemia, diamo un servizio gratuito a tutti gli esercenti, anche non nostri soci: misuriamo i metri quadrati e la classificazione, a volte una piccola differenza vale migliaia di euro». —



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