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Altre 20mila tonnellate di rifiuti: «Sant’Urbano discarica del Veneto»

La Regione autorizza l’arrivo del quantitativo trevigiano. Il sindaco: «Tutto stabilito, il nostro sito è più conveniente» 

SANT’URBANO. Ventimila tonnellate di rifiuti dalla provincia di Treviso sono in arrivo nella discarica tattica regionale di Sant’Urbano. Il Consiglio di bacino “Sinistra Piave” è stato autorizzato dalla Regione (decreto 8 del 30 aprile) a conferire per motivi di emergenza gestionale i rifiuti urbani prodotti dai Comuni della provincia della Marca. Sino a fine anno quindi nella discarica della Bassa Padovana arriverà un nuovo quantitativo che si aggiunge alle 50mila tonnellate di rifiuti provenienti da Venezia, Treviso e Belluno autorizzate a inizio 2021.

«Sant’Urbano si conferma la discarica del Veneto», chiosa Francesco Miazzi portavoce del comitato “Lasciateci respirare”. «Sulle 156mila tonnellate annue autorizzate in conferimento, quasi la metà proviene da altre province. E sappiamo che non è finita qui, con la complicità e il silenzio assordante di tanti amministratori locali, troppo timidi nel far sentire la loro voce di disappunto verso il governo regionale, arriveranno presto altri decreti per altre città, altre proroghe e altre migliaia di tonnellate di rifiuti nel nostro territorio».


Per il sindaco di Sant’Urbano, Dioniso Fiocco, però questo nuovo conferimento non è una novità: «La discarica è autorizzata a ricevere un massimo di 156mila tonnellate annue, anche se è vero che l’anno scorso è stato autorizzato uno sforamento del livello a causa di un’emergenza», spiega.

«Di queste, almeno 120mila tonnellate devono essere “rifiuti urbani”, quindi questi conferimenti rientrano nella programmazione della discarica e della Regione». Secondo Fiocco la vera novità è che la discarica sta accogliendo tutti i rifiuti urbani della Bassa Padovana: «I rifiuti dell’ex bacino Padova 3 e Padova 4, dopo essere strati trattati, arrivano tutti qui. Li sta accogliendo la discarica gestita da Gea srl dato che Arera ha fissato i nuovi criteri di calcolo della tariffa di smaltimento e questi comportano per i Comuni aumenti spaventosi".

"Quindi conferiscono qui perché la tariffa è più contenuta: 70 euro a tonnellata a Sant’Urbano rispetto ai 128 euro previsti dall’inceneritore di Padova. I Comuni stanno chiedendo di stabilizzare questo rapporto perché altrimenti i cittadini avrebbero aumenti incredibili sulla bolletta, quindi l’unico modo celere per agire è trovare impianti con costi più bassi, come appunto la discarica di Sant’Urbano».

Una settimana fa il Tar del Veneto ha respinto il ricorso del Comitato “Lasciateci respirare” di Lendinara che, a nome anche di altre associazioni del territorio, chiedeva di fermare l’ampliamento della discarica, già autorizzato dalla Regione, che comporterà l’arrivo di un ulteriore milione di metri cubi di rifiuti, un innalzamento di oltre 3 metri e un “fine vita” dell’impianto prorogato al 2029. La partita però rimane ancora aperta: i comitati non hanno nascosto l’intenzione di impugnare la sentenza al Consiglio di Stato mentre il Comune di Vighizzolo, confinante con la discarica si sta preparando a presentare un ricorso al Capo dello Stato. —


 

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