Contenuto riservato agli abbonati

Padova, scatta il divieto di fumo all’esterno dell’ospedale

Nuovo regolamento di via Giustiniani: verrà attivato un servizio di vigilanza, multe e provvedimenti disciplinari

PADOVA. Un ospedale libero dal fumo. È questo l’obbiettivo del nuovo regolamento aziendale sul divieto di fumo dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova. Un provvedimento, firmato dal direttore generale, Giuseppe Dal Ben, che non solo conferma il divieto di fumare in tutti i locali e spazi chiusi dell’ospedale, che siano aperti o meno al pubblico, e in tutti gli autoveicoli di proprietà dell’Azienda Ospedaliera, ma introduce l’estensione del divieto all’utilizzo della sigaretta elettronica e soprattutto il divieto di fumare negli spazi esterni di pertinenza dell’ospedale.

Una linea dura contro le sigarette e gli effetti negativi non solo per la salute dei fumatori, ma anche per quella degli utenti che loro malgrado si trovano a respirare un altrettanto dannoso fumo passivo. In prima linea, a dare il buon esempio, ci sono medici, infermieri, operatori sanitari e più in generale dipendenti dell’Azienda che hanno il compito di sostenere i fumatori stessi nella scelta di smettere di fumare.

Come? Impegnandosi innanzitutto a non fumare davanti agli utenti, svolgendo verso questi ultimi un ruolo di sensibilizzazione e fornendo alla popolazione un modello di riferimento di stile di vita libero dal fumo. Per far sì che il nuovo regolamento venga recepito e rispettato, a breve in tutti gli ambienti assistenziali e amministrativi dell’ospedale saranno affissi appositi cartelli, ben visibili e con la scritta: “Vietato fumare anche all’aperto”. Ma non è finita qui.

A controllare che non vengano compiute trasgressioni sono stati incaricati i “responsabili della vigilanza sull’osservanza del divieto di fumo”. Si tratta di dipendenti dell’Azienda Ospedaliera incaricati dai direttori delle Unità Operative Complesse sanitarie, tecniche e amministrative, a far applicare la norma. Un elenco di nomi che va a costituire la rete di sorveglianza anti tabacco e che è inserito in un apposito albo.

L’Azienda ospedaliera, oltre a incaricare i propri dipendenti, ha anche facoltà di affidare la vigilanza a soggetti terzi, come guardie giurate, o vigilantes. Entrambi dotati di un cartellino di riconoscimento, hanno il compito di accertare eventuali infrazioni, contestando immediatamente la violazione al trasgressore e redigendo un apposito verbale.

Le multe per chi dovesse essere beccato con la sigaretta sono anche molto salate. I trasgressori sono infatti soggetti a una sanzione amministrativa che va da 27, 50 euro a 275 euro. Sanzione che viene raddoppiata se chi fuma lo fa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di un minore sotto i 12 anni.

Anche gli accertatori che dovessero essere sorpresi a fumare sono passibili di una sanzione che va da 220 euro a 2.200 euro. Il verbale di accertamento, redatto in tre copie, va così distribuito: una copia al trasgressore, una copia al personale accertatore, che poi la consegna alla direzione amministrativa dell’Azienda Ospedaliera, e una copia al Comune di Padova, autorità competente nell’applicazione delle sanzioni. Se a trasgredire è un dipendente dell’ospedale, oltre alla multa, verrà avviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare. Insomma per il fumo non c’è proprio più spazio. Il progetto degli ospedali liberi dal fumo, che l’Azienda Ospedaliera ha abbracciato, nasce in seno al Ministero della Salute, in collaborazione con la Regione Veneto e CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie). —
 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi