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Estate in classe per prof e studenti padovani: «Pronti a realizzare tante attività extra»

In campo diversi istituti superiori e i comprensivi della città I presidi: «Giusto restituire la socializzazione ai ragazzi»

PADOVA. Scuola aperte anche in estate. È la disposizione arrivata a tutti gli istituti attraverso una circolare ministeriale firmata dal capo dipartimento Stefano Versari. Nessuna chiusura nei mesi caldi con la volontà di «accompagnare le istituzioni scolastiche nell’organizzazione e nella gestione di iniziative per rinforzare e potenziare le competenze disciplinari e relazionali degli studenti, con la finalità di recuperare la socialità, almeno in parte, perduta nel corso dell’emergenza sanitaria Covid 19 e di accompagnarli al nuovo anno 21-22». A livello nazionale per questo progetto il governo Draghi ha già stanziato 520 milioni.

Le scuole padovane


Nelle scuole padovane, dove studiano 107 mila ragazzi, stanno già muovendo i primi passi per tenere aperto anche a luglio e agosto e per programmare una serie di progetti che coinvolgano gli studenti dalle materne alle superiori. Tra i primi istituti che hanno già deciso di aderire ci sono, almeno per il momento, il liceo Marchesi, il tecnico Marconi, l’Ipsia Bernardi, il liceo artistico Selvatico e il Duca degli Abruzzi. Ma a Padova come nei comuni della provincia i più tempestivi ad aderire all’iniziativa del governo sono gli Istituti comprensivi, cioè quelli delle scuole elementari e medie. E c’è anche chi, come la Giovanni XXIII del settimo IC, le attività estive le sperimenta già da alcuni anni.

Innovazione all’Arcella

Manca ancora un mese alla fine dell’anno scolastico ma già il 3 maggio alla media Briosco all’Arcella, dove c’è la presidenza del terzo IC, si è tenuta una prima riunione dei docenti per decidere come affrontare al meglio il percorso che porterà a tenere aperta la scuola anche dopo l’ultima campanella del 5 giugno.

«L’idea del governo è ottima – spiega il preside Stefano Rotondi – Sulla base dell’autonomia ogni singola scuola può organizzarsi come vuole. Nella mia terremo aperta la scuola solo a luglio e non ad agosto. Tre ore alla mattina. Un lungo intervallo ed anche, se tutti saranno d’accordo, un pranzo collettivo prima di tornare a casa. Le lezioni supplementari, assolutamente gratuite, saranno tenute dai docenti interni oppure da insegnanti esterni. Le risorse dovrebbero arrivare grazie ai fondi europei. I docenti formatori dovrebbero prendere 70 euro lordi all’ora, mentre i “tutor” 30 euro. I nostri progetti riguarderanno corsi d’inglese, di arte, di potenziamento dell’italiano, di musica e anche di altre discipline. Tutte nuove iniziative che andranno ad affiancare, già a giugno, anche il progetto “Scholé”, che prevede laboratori di street art, in collaborazione con il Valle, di teatro e di fotografia. Nei prossimi giorni un sondaggio coinvolgerà anche i genitori nelle indicazioni sulle attività estive.

Recuperare la socializzazione

Anche il secondo Istituto comprensivo, con presidenza all’interno dell’Ardigò in via Agnusdei, si sta già muovendo per aderire al “Piano estate”: «Metteremo in atto una serie di iniziative nel mese di luglio – sottolinea il preside Andrea Muto Tutti progetti che serviranno a potenziare le competenze specifiche delle singole materie ed anche a favorire quella necessaria socializzazione di cui i ragazzi hanno bisogno in questo particolare periodo. Naturalmente presteremo molta attenzione sia alle indicazioni dei docenti che a quelle dei genitori. Anche perché il piano del ministero non sarà qualcosa di uguale per tutti e calato dall’alto, ma dovrà fare sempre i conti con le esigenze e le peculiarità del territorio e della valenza culturale di ogni singola classe». —

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