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Laura muore a venti giorni dall’incidente: «Ma nostra figlia continuerà a camminare»

Laura Miazzi, 24 anni, in una foto recente e con il fidanzato Eugenio

La 24enne di Sant’Urbano era al volante dell’auto uscita di strada l’11 aprile in tangenziale. La famiglia ha donato gli organi

SANT'URBANO. L’ultimo a lasciare la stanza in cui Laura è rimasta per oltre venti giorni è stato il fidanzato Eugenio. Stretta al petto, in questa difficilissima attesa, ha sempre tenuto una lavagnetta. Una lavagnetta a forma di casa con la scritta «Casa è ovunque io sono con te»: Eugenio e Laura la usavano per raccogliere e “fermare” con una frase i loro momenti più importanti. Laura Miazzi, studentessa universitaria di 24 anni, è morta sabato pomeriggio in ospedale a Padova: era ricoverata nella Terapia intensiva della Neurochirurgia sin dall’11 aprile, giorno del suo incidente in tangenziale a Padova.

L'incidente


Lo scorso 11 aprile Laura, verso le 19.20, stava tornando a casa, a Carmignano di Sant’Urbano. Aveva passato la domenica con il fidanzato Eugenio, che vive a Padova. «Voleva tornare presto, perché all’indomani la attendeva il tirocinio», spiega papà Michele. La 24enne era al volante della sua Chevrolet Aveo. In tangenziale, all’altezza dello svincolo per Chiesanuova, la giovane ha perso il controllo della vettura.

Dopo un testacoda, l’auto ha centrato a marcia indietro la cuspide del guardrail, che si è conficcata nell’abitacolo. La ragazza ha riportato una forte botta alla testa. «Penso che sia davvero impossibile replicare un incidente così» continua il padre «Per giorni abbiamo chiesto aiuto per trovare testimoni, ma ad oggi l’unica voce è quella dell’automobilista che ha contattato il 118 per primo. Non escludiamo che qualcuno possa averle tagliato la strada».

La speranza

Laura ed Eugenio erano abituati ad avvertire l’altro al rientro a casa. Quella sera il messaggio della ragazza tardava ad arrivare. Dopo aver contattato i genitori di Laura, il fidanzato ha preso l’auto ripercorrendo il percorso della giovane. I soccorsi stavano intervenendo ed è così che le persone più vicine a Laura hanno saputo dell’incidente. La 24enne è stata ricoverata nella Terapia intensiva della Neurochirurgia: «A tre giorni dal ricovero i medici hanno dovuto operarla per arginare gli effetti dell’emorragia» spiega papà Michele «Da quel momento abbiamo atteso, sperando che qualcosa potesse migliorare. Medici e infermieri del reparto, veri angeli in terra, hanno fatto davvero il possibile e a loro va tutta la nostra riconoscenza».

La donazione

Venerdì 29 aprile ai famigliari di Laura è arrivata la chiamata che preannunciava l’ormai compromesso quadro clinico della ragazza. Sabato 30, alle 17, è stata dichiarata la morte cerebrale di Laura. «Eravamo tutti i presenti, ad eccezione di nostro figlio che purtroppo per lavoro è all’estero» continua il padre «C’era anche Eugenio, con la sua famiglia. Non voleva lasciare Laura e quella stanza. Chiedeva ai medici se ci fosse ancora qualche speranza, se si potessero mantenere accese quelle macchine. È stato un gran dolore». Papà Michele e mamma Annaleda non hanno avuto dubbi di fronte alla richiesta di espianto degli organi: «Laura ci sarà ancora. Laura è destinata a camminare ancora. È questo il pensiero che non ci ha fatto dubitare. I medici ci hanno detto che almeno sette persone potranno vivere grazie a lei. Il fatto che fosse ancora tra noi, che lei stesse ancora camminando per il mondo, è il primo pensiero che ho avuto domenica mattina, al risveglio». Ieri sera l’Unità pastorale di Sant’Urbano ha organizzato una veglia di preghiera per Laura. La data del funerale sarà stabilita oggi 3 maggio. —




 

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