Curtarolo, blitz dei ladri nella canonica ma il parroco li “fotografa”

Don Lorenzo Donà ha appeso l’immagine dei due presa dalla videosorveglianza. Poi ci ripensa: «Temo che il messaggio venga frainteso». Indagano i carabinieri

CURTAROLO. I ladri fanno un blitz in canonica, il Grande Fratello della videosorveglianza li pizzica ed il prete piazza un cartello con il fotogramma: «Questi signori il 28 aprile alle 18. 30 sono entrati in canonica a rubare, se li conoscete segnalateli ai carabinieri». Firmato: il parroco.

Succede a Pieve di Curtarolo, dove don Lorenzo Donà ha deciso di dare il suo contributo alle indagini in maniera molto diretta. Anche se ieri ci ha ripensato, forse lo stile sapeva troppo da sceriffi, west e cartelli “wanted”. «Il messaggio poteva essere frainteso e non apparire adatto da un punto di vista cristiano», osserva il presbitero, che ricostruisce l’accaduto: «Quel giorno – era mercoledì scorso – io ero a messa, stavo celebrando. I ladri sono entrati, pare a colpo sicuro: sapevano dove andare perché non hanno spostato nulla, non c’era niente fuori posto. Ed infatti quando sono tornato in canonica non mi sono accorto di nulla, non c’erano segni di effrazione, e sono sicurissimo: avevo chiuso la porta d’ingresso e gli infissi. Ormai sono diventati dei professionisti, con carte di credito o tessere sanitarie sono in grado di far scattare la serratura».


Quando si è accorto dell’ammanco? «Il giorno dopo il furto. Dovevo consegnare una busta per il sostegno alle attività parrocchiali ordinarie e non l’ho trovata, dentro c’erano 150 euro. E mancavano altri soldi, compresi gli spiccioli che tengo sempre da parte per la carità a chi passa ed ha bisogno di un aiuto. Sono quindi andato a vedere le registrazioni della videosorveglianza ed ho visto due persone – un uomo e una donna – che entravano dal cancello esattamente nell’ora in cui ero impegnato con la messa serale».

Don Lorenzo ha immediatamente lanciato l’allarme ed ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, consegnando i fermi immagine. «Certi fatti sono sempre spiacevoli, se qualcuno ha bisogno sa che può bussare alla mia porta», sottolinea. Non è la prima volta che le persone vanno a rubare nella casa del parroco. E lui, esasperato, ha lanciato il suo je accuse con tanto di foto dei ladri: «Ho chiesto il supporto di informazioni dei parrocchiani. Ma potrebbe sembrare un incitare a farsi giustizia in maniera sommaria. Non va bene e non è un messaggio molto cristiano, quindi ieri ho rimosso il cartello». —


 

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