«Non rispetteremo il Dpcm clienti anche all’interno»

Casale di scodosia: i titolari delLa trattoria “da valencia” 

CASALE DI SCODOSIA

Ventimila euro di uscite a fronte di poco più di duemila euro di entrate. Con la fotografia del loro conto bancario, i ristoratori Gionata Bressan e Radames Romanato, titolari della trattoria “da Valencia” a Casale di Scodosia, fanno sapere su Facebook che hanno deciso di non dare ascolto all’ultimo Dpcm. Ormai esasperati dalla situazione, hanno comunicato che terranno aperto anche all’interno del locale, nonostante le nuove regole in vigore da oggi e prevedano la presenza di clienti solo all’esterno di bar, pub e ristoranti.


Bressan spiega: «Noi non abbiamo plateatico, fuori ci sono solo due o tre tavoli. Il nostro locale, a ridosso della strada, rende impossibile questa modalità di servizio». Secondo i due ristoratori il decreto discrimina le attività che, come “da Valencia”, non sono in centro città. Nella zone come Casale di Scodosia infatti, i locali spesso non hanno una piazza da sfruttare e i clienti non sono abituati alle consegne a domicilio, a differenza di quelli in città. La situazione per i due titolari è sempre più nera e le spese aumentano di mese in mese. Prima della pandemia nella trattoria lavoravano in tutto dodici persone, ora la metà. Il danno, oltre che economico, per i due è anche morale: «L’asporto, oltre che poco remunerativo, è umiliante per la scarsa richiesta. Non è bello partire per consegnare solo due bistecche». spiega Bressan. I pochi aiuti arrivati dallo Stato ormai non bastano più: gli ultimi sono stati a fine ottobre, ma le spese fisse per i ristoratori ormai si fanno sentire. «Affitto, riscaldamento, corrente, cibo buttato perché da troppo tempo fermo, sono solo alcuni dei tanti problemi a cui vogliamo e dobbiamo far fronte con l’apertura interna», aggiungono. Fortunatamente i fornitori hanno accettato a dilazionare alcuni pagamenti, che però prima o poi dovranno essere coperti comunque. Anche il proprietario dell’edificio sta cercando di aiutare i due ristoratori, chiedendo 200 euro di affitto in meno. Su Facebook non mancano le persone che si complimentano con la scelta controcorrente dei ristoratori e alcuni confermano già da ora la volontà di mangiare all’interno del loro locale per supportarli. —

Giada Crivellaro

Video del giorno

Tamberi medagliato: "Cari padovani, cari veneti, un pezzetto è anche vostro"

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi