Contenuto riservato agli abbonati

Affitti per universitari, crollo del 60% a Padova

Quasi mille matricole hanno rinunciato. Ascom: la perdita mensile di entrate per la città è di oltre 200 mila euro. Colpa anche dei proprietari: niente sconti

PADOVA. Il mercato degli affitti per studenti nell’anno accademico 2020-2021 è precipitato del 60%. Al momento le richieste sono pari a zero perché, tradizionalmente, gli universitari cercano tra agosto e settembre ed è infatti alla fine dell’estate del 2020 che gli affari sono colati a picco. A dirlo è Silvia Dall’Uomo, presidentessa di Fimaa Ascom Confcommercio, vicepresidente dell’Ascom e componente del Consiglio Nazionale della Federazione dei mediatori agenti d’affari.

La perdita


L’Ateneo patavino muove un vero e proprio mondo: sui 60 mila studenti iscritti alle facoltà, 20 mila hanno l’appartamento in affitto. Di questi circa 5. 500 sono matricole e il 30% cerca l’appartamento in città, dunque 1650 affittuari ogni anno.

Nel 2020 il 60% ha rinunciato a cercare casa, ovvero 990 studenti. Considerando che mediamente una stanza in affitto costa 220 euro – tra i 180 euro di una doppia e i 350 di una singola – la perdita mensile supera abbondantemente i 200 mila euro, precisamente 218. 900 euro di affitti persi ogni mese.

Una parte del “pil” studentesco padovano, che ammonta a 450 milioni di euro ogni anno, tra affitti e consumi. «Le battute d’arresto più importanti per il mercato degli affitti universitari sono state due – riferisce Dall’Uomo – la prima nel 2008, quando le famiglie dell’hinterland hanno smesso di prendere le stanze per i figli perché era una comodità che non potevano più permettersi. La contrazione ha riguardato in particolare gli studenti che venivano da Albignasego, Noventa, Cadoneghe, che oggi viaggiano giornalmente. La seconda adesso con la pandemia, molto più pesante perché più estesa. La mancanza di studenti significa anche mancanza di presidio e di sicurezza».

Zero sconti

Ma i proprietari padovani – per lo più facoltosi – non sembrano preoccupati: «Chi aveva già un rapporto con lo studente – continua Dall’Uomo – è andato incontro all’affittuario, magari pagando le utenze se centralizzate o con uno “sconticino” . Ma la media delle città universitarie italiane, ovvero un 12% di riduzione del canone, a Padova non c’è. Qui si registrano pochi casi di sconti di un 10%, ma molto pochi.

Ma soprattutto per le matricole non c’è stata nessuna rivisitazione: i proprietari hanno chiesto la stessa cifra e, piuttosto che affittare a meno, hanno preferito tenere le case vuote. Se per agosto il calo di richieste dovesse persistere – ed è possibile – forse ci sarà anche una flessione dell’affitto.

Molto dipenderà dalla prossima stagione, che coincide con la vigilia del prossimo anno accademico. Tuttavia la città del Santo non si allinea mai con i trend nazionali. Anche in questo caso nella stragrande maggioranza delle città universitarie si è registrato un abbassamento degli affitti dal 10% al 15%, con una media del 12%.

Padova ha risposto con una logica tutta sua perché – malgrado tutto – resta una città ricca e capace di resistere alle variazioni al ribasso».—



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Roma, stazione Termini: poliziotto spara alle gambe di un sospetto durante un fermo

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi