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Scuola, da lunedì 26 aprile tornano in classe tutti i maturandi

La decisione dopo il vertice in Prefettura. La settimana dopo toccherà anche alle Prime. Trovati venti bus in più

PADOVA. Altri 20 bus oltre ai 120 aggiuntivi già in strada. E priorità alle quinte superiori. Così ripartirà la scuola da lunedì: è l’esito infatti della riunione in videoconferenza promossa dal prefetto Renato Franceschelli, ieri pomeriggio per aggiornare il piano trasporti alla luce dell’ultimo decreto del governo sulle riaperture. Sono stati dunque reperiti altri mezzi dalle aziende turistiche del territorio ed è stato deciso di dare la priorità assoluta agli studenti delle quinte classi che torneranno tutti a scuola a partire da lunedì.

La priorità naturalmente è dettata dalle esigenze per i maturandi di preparare nel miglior modo possibile l’esame di Stato, fissato a metà giugno.

il ritorno per step

Successivamente alle quinte, dopo una settimana di monitoraggio, andranno a scuola anche tutti i ragazzi delle prime. In base alla quota che in extremis è arrivata al 70%, dovrebbero tornare a scuola 26 mila studenti delle superiori, visto che in tutto sono 39 mila. In più ci sono gli alunni delle scuole dell’obbligo e quelli delle paritarie.

All’incontro hanno partecipato i dirigenti di BusItalia, la direttrice regionale delle scuole Carmela Palumbo, il presidente della Provincia Fabio Bui, gli assessori Andrea Ragona e Cristina Piva per il Comune, il preside Enrico Ghion ed anche i sindaci dei Comuni dove ci sono istituti superiori: Cittadella, Camposampiero, Piazzola, Piove di Sacco, Conselve, Monselice, Este, Montagnana e Selvazzano.

«Nessun allarmismo – spiega l’assessore alla Mobilità Ragona – Abbiamo bus a sufficienza per garantire anche il rientro al 70% nella massima sicurezza. Attualmente sono già 120 i bus aggiuntivi. Ne abbiamo reperiti altri 20». «Servirà flessibilità – aggiunge la collega Cristina Piva – Ci sono scuole che hanno grandi spazi ed altre dove le aule sono piccole ed è difficile garantire il distanziamento tra i banchi. Sarebbe sbagliato generalizzare».

Il commento di Fabio Bui è a lunga scadenza: «Terminare quest’anno scolastico con il piano prefettizio già ben collaudato non sarà difficile – osserva il presidente della Provincia – Ma bisogna già programmare il prossimo e prendere in considerazione la possibilità di andare a scuola sia al mattino che al pomeriggio».

i problemi dei presidi

Per quanto riguarda le singole scuole parlano anche Enrico Ghion, preside del liceo artistico Selvatico e rappresentante dell’Anp (associazione nazionale presidi) e la collega dell’Itis Marconi, Claudia Morara. «Bisogna tenere conto delle specificità dei singoli istituti – osserva quest’ultima – Io potrò assicurare al massimo tra il 60 ed il 70% in presenza. Questo perché 13 aule di un intero piano non possono essere utilizzate per lavori in corso programmati dalla Provincia. Gli studenti– lavoratori dei corsi serali continueranno a fare lo stesso orario di oggi a causa del coprifuoco che inizia alle 22, mentre le lezioni terminano alle 23. In pratica le prime due ore vengono fatte in presenza. Poi un’ora di pausa per raggiungere la propria abitazione e subito dopo altre due ore con la didattica a distanza».

Breve il commento del preside del Selvatico. «Siamo pronti – sottolinea Enrico Ghion – Didattica in presenza assicurata al 70%. Anche nella mia scuola sarà data priorità agli studenti delle quinte, che vanno verso la Maturità. Verranno a scuola cinque giorni alla settimana, mentre le altre classi saranno in presenza per quattro giorni. Non possiamo accogliere più ragazzi perché non abbiamo spazi a sufficienza. Comunque cercheremo di tenere sotto controllo l’evolversi della situazione giorno dopo giorno con un ulteriore potenziamento dei protocolli sanitari perché il virus purtroppo circola ancora. Proprio ieri è tornata a scuola una classe intera che era stata in quarantena». —

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