Chi sono i furbi del reddito di cittadinanza scoperti dalla Guardia di Finanza a Padova

I sinti di via Longhin il bandito e il ladro tra i furbetti scoperti. Anche il pregiudicato Piergiorgio Canova esce dai domiciliari e va a far domanda

PADOVA. C’erano anche sei nomadi dei campi di via Longhin e di Vigodarzere tra i beneficiari del reddito di cittadinanza. Nonostante i numerosi precedenti penali per furti, rapine e truffe, avevano compilato l’autocertificazione e percepivano ogni mese il sussidio dello Stato. È solo uno dei casi, per così dire anomali, rilevati dai finanzieri padovani. Ma ce ne sono anche tanti altri. Tra i 78 indagati, ben 18 vivevano di spaccio e furti.

rapine e vitalizio


C’è anche un altro caso che ha stupito non poco gli investigatori della Guardia di finanza e riguarda Piergiorgio Canova, 58 anni, arrestato nel 2019 dai carabinieri di Treviso con l’accusa di gestire un arsenale in comproprietà con un sodale della Marca.

Con queste armi commetteva poi estorsioni e minacce. Alle spalle ha anche precedenti penali per droga e rapina. Ultimamente era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Approfittando delle ore di permesso accordate si è recato in un centro di assistenza fiscale, dove ha portato tutta la documentazione necessaria per essere inserito tra gli aventi diritto. E così, dai domiciliari, ha iniziato a beneficiare del bonifico mensile. Appena i militari hanno intercettato il suo nome hanno immediatamente inviato la segnalazione per bloccare l’erogazione, cui seguirà una richiesta di risarcimento.

bonifici in tunisia

Eclatante anche il caso di tre persone che hanno presentato la domanda, pur essendo iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero), tra cui due residenti in Tunisia e uno in Colombia. Tutti e tre italiani, tutti indigenti per lo Stato.

gioco d’azzardo

Indigente era pure un altro uomo non residente in Italia, percettore del reddito di cittadinanza e intestatario di un conto per il gioco d’azzardo online, tipo slot machine e video lottery. I finanzieri hanno verificato come su questo conto fosse transitato qualche migliaio di euro. Anche per lui fine della pacchia.

i nomadi

Non sono sfuggiti agli occhi dei finanzieri neppure i cognomi di alcuni sinti dei campi di via Longhin e di Vigodarzere. Scorrendo l’elenco degli aventi diritto al sussidio si sono insospettiti vedendo cognomi arcinoti alle forze dell’ordine.

È bastato poi mettere quei nomi nella banca dati interforze per individuare una sfilza di precedenti penali, incompatibili quindi con il regime di “avente diritto al reddito di cittadinanza”. Anche in questo caso un approfondimento plausibile riguarda l’istruttoria dei documenti per accedere al vitalizio.

C’è qualcuno che li ha aiutati nella compilazione o, comunque, nell’iter per la richiesta? È la domanda che gira negli uffici del comando provinciale, che in questa prima fase ha adottato una strategia volta a individuare il numero maggiore di persone in poco tempo.

Consapevoli del fatto che sarà difficile rientrare in possesso del denaro, diventava importante bloccare immediatamente l’erogazione, in modo da fermare l’emorragia di denaro dalle casse dello Stato. Quel che succederà nelle prossime settimane dipenderà anche dalle scelte investigative della Procura. —



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