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Perseguita il suo ex e gli distrugge la casa. Condannata donna di 43 anni

Due anni e 6 mesi senza condizionale, poi la richiesta danni. Carta d’identità e macchie di sangue tradirono la donna

CITTADELLA. Era gelosa dell’ex compagno, lo assillava con pratiche di revenge porn e poi - una sera - gli ha distrutto la vetrata e ha acceso il fuoco nella sua camera da letto. Ieri è stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione senza condizionale. Il giudice Claudio Marassi ha accolto le richieste della procura, nella persona del pm Roberto Piccione, e ha condannato Rafaela Neres do Amaral Bezerra, 43 anni. Il giudizio si è svolto con il rito abbreviato, la pena di 3 anni e 9 mesi è stata ridotta.

Condannata


Le parti lese erano Simone Bianchi, difeso dall’avvocato Leonardo Rebecchi, e la nuova compagna Elisa Salvalaggio, seguita dal legale Riccardo Scapolo. La sudamericana è stata condannata alla rifusione delle spese di costituzione delle parti civili ed è scattata la custodia in carcere; rinviata in sede civile la decisione sulla richiesta dei danni, quantificata in 100 mila euro. Secondo Rebecchi si tratta di «una decisione che ci attendavamo e che ha riconosciuto la piena responsabilità dell’imputata colpevole di fatti gravissimi. Rimane il tema del risarcimento degli ingenti danni materiali cagionati alle parti civili che valuteremo ora come affrontare».

Ansia e paura

L’ex di Bianchi è stata ritenuta responsabile di una serie di reati, in particolare di avergli provocato uno stato di ansia e di paura, con minacce, molestie, messaggi su WhatsApp, pubblicazioni dal contenuto “sessualmente esplicito e senza il suo consenso”; ad essere molestata al telefono era anche la nuova compagna di Bianchi, Elisa Salvalaggio. L’apice la sera del 20 novembre 2019: la donna fece irruzione nella casa dell’ex, distrusse il vetro della porta d’ingresso e poi - presi degli stracci - li cosparse di benzina e accese la miccia, dando fuoco alla camera da letto e al soggiorno del suo ex. Una volta sicura che il suo piano stesse andando a buon fine scappò, dirigendosi verso la stazione dei treni, per rientrare verso Gorizia.

Tradita dal sangue

Ma un vicino della vittima diede l’allarme e sul posto si precipitarono i carabinieri, oltre ai vigili del fuoco, che dichiararono inagibile l’appartamento: furono devastati – oltre alla camera da letto – anche la cucina e la lavanderia. I militari trovarono l’indizio decisivo: la carta d’identità della brasiliana e numerose tracce di sangue. I militari della città murata intuirono che stava per rientrare verso casa e corsero verso la stazione, trovandola e fermandola. A chiudere il cerchio furono alcune ferite su entrambe le mani e un foulard macchiato di sangue.

A quel punto emerse tutta la vicenda e le persecuzioni di cui Bianchi era vittima: video e foto di rapporti intimi, materiale hot finito in chat su WhatsApp, conoscenti che si ritrovavano scatti bollenti nel telefonino. Alla donna vennero poi contestati i reati di violazione di domicilio aggravata, danneggiamento a seguito di incendio, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. E ieri la vicenda processuale si è chiusa con la condanna penale. —



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