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Discarica di Sant’Urbano, il Tar boccia i comitati

La protesta di associazioni e comitati dell’aprile 2019 davanti al municipio di Sant’Urbano

Le associazioni avevano fatto ricorso contro l’ampliamento dell’impianto: «Mancano titolarità e interesse»

SANT'URBANO. Il Comitato Lasciateci Respirare di Lendinara non ha alcuna titolarità a fare ricorso, e tanto meno l’interesse. In virtù di questo il Tar del Veneto si è espresso dichiarando inammissibile il ricorso ambientalista contro l’ampliamento della discarica di Sant’Urbano.

Il ricorso

Lo scorso giugno il Comitato Lasciateci Respirare ha presentato un ricorso al Tar contro l’autorizzazione della Regione all’ampliamento della discarica tattica regionale di Sant’Urbano. Di fatto un innalzamento della quota finale della discarica (da 16 a 21 metri), capace di aumentare la capienza dell’impianto di 1 milione di metri cubi (che saliranno a 5) e di conseguenza la vita dello stesso di altri 7 anni (fino al 2029). Il ricorso proposto si fondava su circa trenta motivi, che hanno evidenziato presunti vizi di legittimità. A presentarlo è stato appunto il comitato di Lendinara (difeso dagli avvocati Francesco Maracino ed Eva Vigato), anche a nome del Lasciateci Respirare di Monselice, di Terre Nostre Veneto e del gruppo l’Altra Este.

Interesse e titolarità

Che il ricorso sia stato presentato dal Comitato Lasciateci Respirare di Lendinara non è aspetto secondario, perché proprio su questo si è fondata la sentenza del Tar. Comune di Sant’Urbano, Regione e Gea srl (la società che gestisce l’impianto) hanno eccepito infatti l’inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione e interesse a ricorrere da parte del Lasciateci Respirare rodigino.

Chi ricorre, infatti, deve avere un’utilità pratica nell’annullamento del provvedimento impugnato (questa è l’interesse) e deve anche avere la titolarità, ossia quella situazione differenziata e giuridicamente rilevante che possa appunto differenziare la sua pretesa da quella del “quisque de populo”, cioè rispetto a una persona qualunque.

La sentenza

E su questo il Tar ha bocciato il comitato. Un comitato spontaneo che impugni atti amministrativi in materia ambientale - non si parla dunque di associazioni nazionali notoriamente rappresentative che godono di una tutela legislativa in questo senso - deve godere di due elementi: la rappresentatività degli interessi del territorio di appartenenza e il collegamento territoriale con le aree oggetto dell’intervento contestato.

L’esiguo numero di iscritti del Lasciateci Respirare di Lendinara (tirato già in ballo dal Tar in un ricorso del 2015) non garantirebbe titolarità all’associazione ambientalista, che peraltro - rilevata il Tar - ha pure sede a Lendinara, in un territorio che non risulta direttamente interessato all’ampliamento della discarica.

Dieci chilometri di distanza e l’Adige che “divide” Lendinara e discarica lo confermerebbero. Il tribunale ricorda, su questo fronte, che la Via regionale del dicembre 2019 aveva individuato solo Vighizzolo d’Este come Comune interessato agli impatti in atmosfera, agli odori e all’eventuale contaminazione delle acque da parte della discarica. Il Comitato Lasciateci Respirare non ha mai contestato questa valutazione nel dare il proprio parere su ricorso al Tar. Nessuna titolarità di una posizione differenziata e qualificata, nessun concreto interesse a ricorrere: per questo il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso. —


 

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