Si è spento il sacrestano di Carmignano, il contagio a due giorni dal vaccino

Giacomo Alberti, 82 anni

Il 29 marzo si era vaccinato ma due giorni dopo ha cominciato a stare male. Nonostante le cure con i farmaci non ci sono stati miglioramenti

CARMIGNANO DI BRENTA. Si è spento ad 82 anni, vittima del Covid-19: era una «persona estremamente buona e limpida». Carmignano di Brenta piange un’altra vittima della pandemia: Giacomo Alberti – conosciuto da tutti in paese anche e soprattutto per il suo impegno in parrocchia – è venuto a mancare mercoledì scorso, dopo una vita in cui si è dedicato con spirito di sacrificio e amore alla famiglia.

L’anziano lascia la moglie Mirella Marcolongo, il figlio Lorenzo e la figlia Natalie con il genero Andrea. Giacomo era diventato nonno di Elisabetta. Lo conoscevano molto bene in paese, era una figura apprezzata: l’82enne aveva trascorso una parte di vita in Lombardia, dove la sua famiglia si era trasferita e dove aveva lavorato come operaio fino a 43 anni. Un uomo generoso, che si è impegnato da sacrestano nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria di Carmignano di Brenta, dove giovedì alle 10 sarà celebrato il funerale. Si dedicava alla comunità, era generoso; una parola buona e una mano le dava sempre quando poteva.

Si era vaccinato

Il figlio traccia il ritratto del padre: «Il tempo libero lo trascorreva in famiglia e poi curando il suo orto, il verde, le piante di casa e il suo piccolo pollaio. Una quotidianità normale la sua, a cominciare dagli acquisti giornalieri al supermercato. Era molto legato alla nipote tredicenne».

L’anziano pensava di aver superato l’incubo Covid, era fiducioso: il 29 marzo si era vaccinato. Il dramma, però, ha preso forma di lì a poco e non gli ha lasciato scampo. Le ultime, faticose, settimane: «Dopo due giorni dal vaccino ha cominciato a stare male. Nonostante le cure con i farmaci non ci sono stati miglioramenti. Il 10 aprile ha fatto il tampone che il giorno successivo ha dato risultato positivo. C’è stato un peggioramento il 14 aprile: per lui non c’era più nulla da fare».

I contagi calano

Intanto continua la frenata della curva dei contagi nel Padovano. Nelle ultime ventiquattro ore sono stati 246 i nuovi positivi (77.219 da inizio pandemia), ma l’alto numero di negativizzazioni ha comunque ridotto il totale degli attualmente positivi: da 5.830 a 5.541 in un giorno, dunque 289 in meno. Padova resta la provincia padovana con più casi da gestire, ma il gap con le altre realtà venete si è ridotto notevolmente.

Decessi e ricoveri

In una giornata sono inoltre state 4 le vittime con Covid registrate nel Padovano, per un totale di 1.693 decessi nell’arco dell’intera emergenza. E ancora, nelle ultime ore risultano aumentati i ricoveri ospedalieri: dai 385 di lunedì ai 392 di ieri, con 63 persone in Terapia intensiva, 282 in area non critica e 47 in ospedale di comunità. Numeri, questi, che fanno capire come l’emergenza non sia ancora cessata». —
 


 

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