I vaccini abbattono i decessi Covid: a Padova in due mesi mortalità giù del 63 per cento. Dati a confronto

Netta riduzione del numero delle vittime: erano 790 tra dicembre e gennaio, sono diventate 294 tra febbraio e marzo

PADOVA. Dicembre e gennaio, 790 morti con Covid. Febbraio e marzo, 294. La curva dei decessi legati al Coronavirus scende in maniera sempre più evidente a Padova e provincia e i numeri lo confermano: escludendo il mese di aprile e considerando i quattro della seconda ondata pandemica, gli ultimi due mesi hanno registrato un calo di morti del 63%.

E aprile potrebbe chiudersi con la cifra più bassa di vittime dalla fine dell’anno. Il tutto in corrispondenza all’inizio e all’intensificazione della campagna vaccinale.

L’estate scorsa il virus pareva aver fatto le valigie, sia in termini di contagi che di decessi. Nel territorio dell’Usl 6 Euganea, dopo i 292 morti del periodo febbraio-maggio 2020, la scia di lutti si era quasi arrestata: 19 a giugno, 13 a luglio, 7 ad agosto e 3 a settembre. L’avvento della seconda ondata ha fatto inevitabilmente lievitare i numeri: 23 decessi a ottobre, 184 a novembre e poi l’esplosione invernale con i 387 morti di dicembre e i 403 di gennaio.

L’analisi dei numeri non può non tenere conto delle tappe fondamentali della pandemia. L’avvio della campagna vaccinale del 27 dicembre, le restrizioni da zona rossa di metà marzo e soprattutto, a partire da febbraio, l’intensificarsi dei vaccini per la popolazione anziana e a rischio hanno chiaramente avuto un impatto importante su contagi e decessi. A febbraio i morti sono scesi a 140, a marzo ci si è fermati a 154. Il “crollo” rispetto ai due mesi precedenti è del 63%. E aprile, con i suoi 101 morti rilevati fino a lunedì sera, potrebbe chiudersi con bilanci ancor più confortanti, soprattutto se si guarda il trend degli ultimi giorni.

Qui tutti i dati a confronto



L’analisi dei dati regionali sulla mortalità (fonte Azienda Zero) indica che il 51,1% delle vittime aveva più di 85 anni, mentre il 21,1% aveva tra i 75 e gli 84 anni. E ancora: il 12,3% delle vittime aveva tra i 65 e i 74 anni, il 5,5% meno di 64 anni. Considerando le morti di questa seconda ondata pandemica, da novembre a gennaio, l’Usl 6 Euganea è stata comunque quella con un tasso di decessi ogni 100 mila abitanti tra i più bassi: 103,7.

Solo altre due Usl hanno tassi più bassi per questo periodo: la 7 Pedemontana (99,5) e la 4 del Veneto Orientale (86,7). E ancora, sempre secondo Azienda Zero, il 40,7% delle vittime da novembre e gennaio, nel Padovano, arrivava da una casa di riposo. Sempre considerando la stessa fascia di tempo, i decessi totali (quindi non solo per il Covid) nel Padovano sono stati 2.389.

La media 2017-2019 degli stessi mesi parla di 1.745 decessi: la crescita, con la seconda ondata di Coronavirus, è stata dunque del 37%. Un anno fa, a fine di prima ondata, le morti tra marzo e aprile erano state in tutto 1.814, a fronte della media 2017-2019 di 1.545. In questo caso, la variazione è stata del 17%. —


 

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