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Prati fioriti e bugs hotel: così Padova diventa città “Amica delle api”

Votata in giunta l’adesione alla rete che promuove la biodiversità. Tra gli impegni, anche quello di fare sfalci differenziati del verde 

PADOVA. Il progetto. Gli appassionati dei prati all’inglese, tagliati corti e regolari, forse storceranno il naso. Ma c’è un bene superiore dietro la scelta del Comune di cominciare a lasciare incolti certi pezzi di verde, meglio se con fiori spontanei. È uno degli impegni che l’amministrazione ha preso con l’adesione alla rete dei Comuni Amici delle api. Un “circolo” che conta un’ottantina di soci in Italia e che sventola la bandiera della campagna Mediterranean CoBEEration, progetto dell’Unione Europea a sostegno dell’apicoltura e del suo ruolo strategico nella difesa della biodiversità e della sicurezza alimentare.

Gli impegni


Con la delibera approvata qualche giorno fa in giunta, Padova si è dichiarata Amica delle api. E questo significa che, sulla scia di quanto già fatto negli ultimi anni, si impegnerà ancora di più per fare in modo che la città sia accogliente verso tutti gli insetti impollinatori, a cominciare proprio dalle api. Nel concreto, questo significa continuare a rinunciare all’uso di pesticidi per affrontare le zanzare con larvicidi e - solo in casi estremi - con adulticidi; mettere a dimora specie vegetali ricche di nettare; promuovere il posizionamento dei bugs hotel, cioè gli “alloggi” per gli insetti nelle aree verdi; avviare la realizzazione del primo apiario in un parco comunale, il Morandi.

Gli sfalci differenziati

Modificare l’uso dei tosaerba è l’ultimo impegno. Dopo la sperimentazione dell’anno scorso al campo dei Girasoli del Basso Isonzo, quest’anno altre zone verdi saranno sfalciate tenendo conto della presenza degli insetti, e dunque lasciando strisce di erba più alta e rispettando la presenza dei fiori. «Lo faremo ancora - sempre e soltanto in alcune porzioni di verde - al campo dei Girasoli, al Morando, agli Alpini e al parco Europa», spiega l’assessore Chiara Gallani. «E ancora lungo gli argini e nell’area di via Messico, dove alterneremo sfalci completi ad altri differenziati. È una pratica già molto diffusa nel nord Europa, consente la rinaturalizzazione e tutela la biodiversità perché si creano nicchie ecologiche preziose, piene di vita, oltre al fatto che i prati naturali arricchiscono il paesaggio di profumi e colori, offrendo contesti suggestivi per lo sguardo durante le passeggiate e l’attività sportiva all’aperto». Per i cittadini non cambierà niente, per insetti, uccelli e per tutta la variegata microfauna urbana invece sarà una sorta di segnale di benvenuto.

Case e alberghi

Il passo in più è quello di attrezzare le aree verdi con “alloggi” dedicati agli insetti. L’apiario montato in un’area marginale e delimitata del parco Morandi è l’esperimento più spinto con le sue tredici arnie attorno alle quali si prova una nuova forma di convivenza tra uomini e insetti. Ma un po’ dappertutto, anche grazie all’intraprendenza di associazioni ambientaliste e cittadini particolarmente sensibili, stanno spuntando i bugs hotel, casette di legno ricche di nascondigli che vengono appese agli alberi con il dichiarato intento di richiamare gli insetti impollinatori e di offrire loro un riparo sicuro. La prima era stata montata l’anno scorso al Basso Isonzo, poi ne è comparsa una seconda - costruita da un residente della zona e autorizzata dal Comune - nel bosco urbano di via Monticano. E adesso che Padova è ufficialmente Amica delle api, altri hotel saranno autorizzati e installati in segno di accoglienza. —


 

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