Plateatici, a Padova pronti in 700. «Aree verdi per chi non ha spazi»

L’amministrazione: «Le concessioni sono già automaticamente rinnovate fino al 30 giugno»

PADOVA. I bar e i ristoranti di Padova si preparano a ripartire dopo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha indicato nel 26 aprile la data per tornare a lavorare. Nella città del Santo sono circa 700 locali su mille ad avere uno spazio esterno. Per gli altri trecento Palazzo Moroni sta studiando soluzioni per andare loro in supporto con la messa a disposizione di spazi verdi.

le misure


«Il piano di Padova per i plateatici consiste nella possibilità di allargare le occupazioni già esistenti – spiega l’assessore al commercio Antonio Bressa – Ma anche di posizionarle in deroga ai normali vincoli e quindi addirittura al posto di parcheggi di auto e in alcune aree verdi nei pressi di bar e ristoranti che non hanno lo spazio nelle immediate adiacenze».

Palazzo Moroni sta dunque lavorando per fornire tutte quelle valvole di sfogo che possano mettere insieme lavoro e sicurezza. «Per chi non ha spazi all’esterno – aggiunge l’assessore – abbiamo messo a disposizione aree verdi all’interno di parchi per organizzare iniziative durante l’estate e per dare una possibilità a tutti, anche a chi non ha a disposizione spazi all’aperto. Per quanto riguarda i plateatici le concessioni sono già state rinnovate automaticamente fino al prossimo 30 giugno».

l’attesa

A livello provinciale sono 3.400 i locali che attendono di ripartire: 1.800 bar e pasticcerie, 1.400 ristoranti e pizzerie e il resto pub e simili. Il 100% delle attività è pronto a riaprire lunedì 26 aprile, anche per misurare la portata del provvedimento e, casomai, calibrarlo sul proprio volume di affari. La prossima tappa riguarda principalmente i locali che hanno il plateatico perché per loro si aprirà anche il lavoro a cena. Tuttavia ci sono circa 700 ristoranti che non hanno il dehors e per questi fino al 1 giugno, quando si presuppone si potrà lavorare anche all’interno dei locali, non cambia molto. In ogni caso è un netto cambio di marcia.

le categorie

«La riapertura dei locali – ha spiegato la Confesercenti – anche rimanesse il coprifuoco delle 22, è comunque positiva per le attività di somministrazione che al momento sono chiuse perché, nella precedente zona gialla, potevano lavorare con somministrazione solo fino alle 18. In termini economici questo significa che i ristoranti e i bar, che attualmente lavorano al 30-40% del fatturato pre-Covid, passerebbero al 70-80%: il volume d’affari del comparto si aggira sui 120-130 milioni di euro all’anno, circa 30 milioni di euro al mese, più o meno 10 milioni di euro a settimana, con il 70% in più possiamo dire che ogni settimana gialla varrà 6-7 milioni di euro. La faccenda riguarda tutto il commercio perché il mondo del food è assolutamente un traino». —

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