Omicidio di Aycha Traballa l’ipotesi dei disturbi psichiatrici

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Nessun accesso a strutture psichiatriche in Calabria. Dicono questo, almeno fino ad oggi, le indagini disposte dalla Procura di Padova per valutare il profilo di Abdelfettah Jennati, il 39enne marocchino in prigione dopo aver ucciso con due coltellate al petto la moglie Aycha El Abioui, 31enne. Il delitto era avvenuto il 24 novembre. La difesa del 39enne (avvocato Fabio Targa), oggi in carcere, ha già sottoposto l’uomo a una perizia psichiatrica in carcere, lo scorso 14 marzo, incaricando il medico Claudio Terranova. La Procura (pm Marco Brusegan) vuole tuttavia verificare le affermazioni dello stesso Jennati, che avrebbe confermato di essere stato seguito in passato dal Centro di salute mentale di Lamezia Terme. I medici gli avrebbero prescritto una terapia a base di quattro farmaci per controllare la depressione e i violenti scatti d’ira. Le indagini fino a qui condotte non hanno rilevato alcun accesso del 39enne a strutture di questo genere, tanto meno in quella citata dall’indagato. —




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