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Annegato sotto il trattore, «Emanuele farà vivere altre dieci persone»

Emanuele Crema, la vittima, a destra la scena del tragico incidente

Megliadino San Vitale, la famiglia del 40enne morto in uno scolo di irrigazione autorizza l’espianto degli organi. il funerale si terrà martedì 20 aprile alle 15.30

MEGLIADINO SAN VITALE.  «Emanuele farà vivere altre dieci persone. Abbiamo acconsentito all’espianto dei suoi organi e questo sarà l’ultimo grande dono di nostro figlio». Papà Adriano interrompe per un attimo le lacrime, fa un respiro e annuncia questa scelta. E dopo un altro momento di silenzio: «Tanti, tantissimi ci stanno dimostrando vicinanza e ci stanno raccontando quanto buono e generoso era nostro figlio».

Ed è proprio così: si sente forte il dolore per la morte di Emanuele Crema, 40 anni, che ha perso la vita sabato pomeriggio mentre era alla guida del suo mezzo agricolo. Emanuele era uno stimato lavoratore, un apprezzato atleta, un infaticabile dirigente sportivo, un uomo che si dava da fare per il suo paese e un amico sincero per tutti.

Il fatto

Emanuele Crema sabato 17 aprile alle 18.30 era alla guida del suo mezzo agricolo. Dipendente del Consorzio Agrario di Padova e Venezia, il 40enne era impegnato in un lavoro per l’azienda agricola di famiglia. Stava prelevando dell’acqua da uno scolo per l’irrigazione in via Marcella, a Casale di Scodosia, e forse proprio il peso del serbatoio – più che il cedimento dell’argine – ha fatto ribaltare il trattore nello scolo. La cabina del mezzo è finita sott’acqua ed Emanuele non ha avuto scampo: l’agricoltore è morto annegato. Il soccorso è stato dato da alcuni residenti, ma ogni intervento si è rivelato vano. Il suo funerale è stato già fissato: sarà martedì alle 15.30 in duomo a San Fidenzio.

Il Dus, cuore e impegno

Dai centri estivi ai tornei delle contrade, passando per l’infaticabile lavoro prima da atleta e poi da presidente al Real San Vitale, squadra di calcio amatoriale ma molto seguita: per questo e molto altro Emanuele era conosciuto e benvoluto a Megliadino San Vitale, il paese dove è cresciuto. E proprio i compagni di squadra del Real, che lo chiamavano Dus, hanno voluto dedicargli queste toccanti righe: «Emanuele, te lo ricordi quel gol da metà campo? Saranno passati vent’anni. Quanti altri ce ne sono stati da allora, ma noi siamo così piccoli per comprendere questo momento, siamo così fragili ed oggi ci perdiamo dentro a tutto ciò. Evidentemente hanno bisogno di quel gol anche in cielo ed hanno bisogno della tua infinita disponibilità». Continua la società che l’ha visto indossare per anni i colori rossoblu da apprezzabile centrocampista: «È così che ti ricorderemo: per la generosità che mettevi nelle cose che facevi, quella per gli altri prima che per te stesso. Possa tutto questo essere da conforto per la tua famiglia e per la nostra del Real San Vitale. Te lo ricordi quel gol da metà campo? Segnalo ancora Dus».

Due comunità in lutto

San Vitale e Borgo Veneto, il paese che ha visto crescere Emanuele e quello che da qualche tempo lo aveva accolto come residente. Il filo di dolore è unico tra le due comunità: «Emanuele era un ragazzo per bene e questa morte, avvenuta mentre era al lavoro, lo conferma» ricorda Silvia Mizzon, sindaco di San Vitale «Era da sempre molto impegnato in tutti gli aspetti di vita del paese. Mi stringo al dolore della famiglia che già ha sofferto tanto». Un messaggio di cordoglio è arrivato anche da Michele Sigolotto, sindaco di Borgo Veneto. Emanuele lascia papà Adriano e mamma Daniela, due fratelli e tre sorelle. —




 

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