Barbierato: «Andava in bici anche ai consigli comunali»

ABANO TERME

«Perdiamo un pezzo importante della storia di Abano». Non ha dubbi l’attuale sindaco aponense, Federico Barbierato, nel descrivere cosa ha rappresentato Federico Talami per la città di Abano. «È l’unico ad essere rimasto in carica per un periodo così lungo e se così è stato un motivo ci sarà», spiega commosso Barbierato. «In questi quattro anni di amministrazione, Talami è stato per me un punto di riferimento, una persona aperta al dialogo e rispettosa dei ruoli. Ricordo che passava sempre in municipio per un saluto e per leggersi gli atti dei consigli comunali. Insomma il suo impegno civico per la nostra città non è mai mancato, nemmeno quando ha lasciato spazio ai più giovani».


Federico Talami lo possiamo definire un uomo di altri tempi, elegante, sempre disponibile e gentile. Impeccabile anche il suo modo di vestire, girava sempre in giacca e cravatta, segno che l’immagine istituzionale per lui è sempre stata fondamentale. «Era il sindaco in bicicletta», ricorda ancora Barbierato. «Non aveva la patente e tutti lo vedevamo transitare per la città in sella alla sua bici. Sempre su due ruote andava a tutti i consigli comunali. Non ne ha saltato uno. Ricordiamo tutti quanto e come si arrabbiava ai tempi di Luca Claudio alle scelte operate dal mio predecessore». «Era una persona autorevole», prosegue l’attuale primo cittadino. «Era innamorato di Abano e l’ha dimostrato con i fatti. Con lui abbiamo visto Abano crescere, svilupparsi». Molto attento alle vicende cittadine, Talami era una persona attenta anche all’informazione. «Tutte le mattine lo vedevo andare alle 8 a prendere i giornali per informarsi. Da professore aveva voluto dedicare uno spazio apposito alla lettura dei quotidiani e per le vacanze ai suoi allievi assegnava come compito proprio la lettura dei giornali».

A Talami si devono la biblioteca civica e l’avvio del Museo di Villa Bassi, inaugurato proprio durante l’amministrazione Barbierato. «Ora dobbiamo pensare a un modo per ricordare la sua figura. Proprio la biblioteca civica di via Matteotti potrebbe essere il luogo che potrebbe prendere il suo nome. Ma è ancora presto per definire cose, che andremo a decidere tutti assieme, coinvolgendo la città. Ricordiamo anche il suo apporto nella definizione dell’accordo del contratto termo-alberghiero». —



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