Tricolore bruciato in tre verso il processo l’accusa è di vilipendio

Sono ventenni moldavi. Coinvolti altri 10 giovanissimi Gli atti trasmessi alla procura minorile di Venezia 

Quartiere Arcella, in piazza Vinicio Della Vecchia. Un folto gruppo di ragazzi e giovanissimi saltano e cantano intorno a un piccolo falò improvvisato, stappando bottiglie di spumante e bevendo lattine di birra, quasi tutti senza mascherina. Le parole urlate a squarciagola sono quelle dell’inno della Repubblica di Moldavia; tra le fiamme, invece, arde il tricolore, la bandiera della loro seconda patria. È il 26 novembre 2020.

A cinque mesi di distanza da quell’episodio, filmato dagli stessi protagonisti con i cellulari, il pm Dini ha chiuso l’inchiesta contestando il vilipendio e la distruzione della bandiera nazionale italiana perché «appiccando il fuoco e calpestandola» l’avevano poi gettata, consumata dalle fiamme, nella spazzatura. Il tutto con l’aggravante di aver compiuto quell’azione in più persone. Tre di quei ragazzi, gli unici maggiorenni, rischiano il processo davanti al tribunale di Padova: si tratta di Dumitru Butuc, 20 anni, Olga Dodu, 22enne e Catalina Oistic, 20, residenti all’Arcella. Sono stati trasmessi alla procura dei minori di Venezia gli atti che riguardano dieci altri giovani che avrebbero partecipato a quel “falò” della bandiera. Entro una ventina di giorni le difese potranno replicare con memorie o chiedere l’interrogatorio dei loro assistiti; poi starà alla procura sollecitare il rinvio a giudizio. L’episodio aveva creato molto sconcerto nella comunità dell’Arcella. Anzi, i residenti della zona avevano chiamato il 112: quella sera erano arrivate tre pattuglie che avevano fermato alcuni ragazzi. Ragazzi che, pur pronti a ribadire di non aver nulla a che fare con la distruzione del Tricolore, erano stati “invitati” a ripulire la piazza. Gli abitanti si erano lamentati che quel gruppo spesso si ritrovava lì e spadroneggiava, riferendo l’episodio della bandiera (ripreso anche con il cellulare): a confermarlo i resti bruciacchiati del Tricolore. In seguito all’identificazione dei giovani da parte dei militari dell’Arma, sono state svolte alcune perquisizioni concluse con il sequestrando di pc e cellulari: in quelle memorie informatiche sono stati trovati i filmati relativi alla “bravata”.


Perché quella bandiera bruciata? Forse una vendetta contro gli abitanti della zona che protestavano spesso per la presenza rumorosa e, a volte, maleducata della banda di giovani. —



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