Pasti “plastic free”: per le scuole padovane arriva il maxi bando da 42 milioni

Dopo sette anni scade l’affidamento alla Dussmann per le mense. Entro maggio la gara per il rinnovo

PADOVA. Dovrà essere plastic free il prossimo bando da oltre 42 milioni di euro per il servizio mensa delle scuole padovane che Palazzo Moroni si appresta a pubblicare. Le mense dei nidi, delle materne, delle scuole primarie e delle medie diranno addio per sempre ai piatti in “melamina”, la sostanza più diffusa nella realizzazione delle stoviglie di plastica.

È dunque tutto pronto per la pubblicazione del bando da oltre 42 milioni. Quello in corso potrebbe essere l’ultimo anno di Dussmann a meno che non decida di partecipare anche alla gara d’appalto prevista dopo la scadenza della concessione per preparare i pasti delle scuole comunali ottenuta nel 2012 e partita l’anno dopo, finita anche in tribunale per via dei ricorsi (poi rigettati) presentati dall’azienda della ristorazione che se ne occupava in precedenza, il gruppo formato da Serenissima e Sodexo. La convivenza tra Dussmamm e gli istituti padovani finora è stata buona, ma non sono mancate le contestazioni, le multe e gli sprechi.

LA GARA

Entro maggio ci sarà dunque un bando pubblico per affidare un nuovo servizio di preparazione dei pasti nelle mense scolastiche. Quindi il 2019-2020 potrebbe essere l’ultima stagione per la multinazionale di casa tedesca. Nel 2012 la Dussmann aveva sbaragliato la concorrenza di Vivenda del gruppo La Cascina, la Pellegrini di Milano, la Kcs Caregiver Scarl di Bergamo, la Markas di Bolzano, e appunto il team di Serenissima e Sodexo. All’epoca il bando prevedeva anche la finitura di un centro cottura all’interno dell’Interporto (costata un milione e 100 mila euro), che l’allora amministrazione consegnò all’azienda tedesca allo stato grezzo: un affare totale da 46 milioni di euro per sette anni e circa 7 mila pasti al giorno.

La prossima gara d’appalto concederà il servizio per tre anni più altri tre anni. Sicuramente la Dussmann proverà ad aggiudicarsi anche la prossima gara dopo aver lavorato sette lunghi anni per le scuole padovane.

LE CONTROVERSIE

Il cambio di testimone per la gestione dei pasti tra Serenissima e Dussmann nel 2013, oltre a finire nelle aule di giustizia a causa dell’offerta ritenuta «antieconomica» (il Consiglio di Stato poi diede ragione ai tedeschi), inizialmente provocò anche problemi pratici di efficienza nelle mense. Le prime settimane non fu servita la frutta, e in seguito le famiglie denunciarono anche la cattiva qualità del cibo e la presenza di pezzetti di plastica. Col tempo la situazione è decisamente migliorata, ma a cadenza annuale si sono verificati altri episodi molto contestati dalle famiglie, fino allo sciopero del panino scattato alla scuola Zanibon dopo che nei piatti erano stati ritrovati dei capelli.

Dal 2012 sono state un centinaio le contestazioni e poco meno le multe comminate alla società tedesca, arrivate più per i disservizi che per la qualità del cibo (15 solo nell’anno scolastico 2018-2019). Tutto questo però a fronte di 10 milioni di pasti preparati in 7 anni, che hanno fatto guadagnare negli anni un indice di gradimento da parte delle famiglie del 90% circa. —

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