Il caso di Villa Barbieri: «Discoteca chiusa, bolletta da 10 mila euro»

La protesta di Massaggia (Villa Barbieri): «Non possiamo pagare la Tari. Il governo deve riaprire anche i locali notturni»

PADOVA. Anche le discoteche chiedono al Governo di riaprire. A livello nazionale il Silb (sindacato locali da ballo) ha preparato uno specifico protocollo sanitario, firmato anche da medici e virologi e, quindi, si dicono pronti alla ripartenza in tutta sicurezza dopo che sono stati chiusi il 23 febbraio 2020.

In provincia di Padova i locali da ballo sono 37. Gli occupati, vigilanti compresi, sono mille. «Si parla tanto delle riaperture di teatri, cinema, musei, piscine, etc, ma nessuno ricorda che ci siamo anche noi», sottolinea Andrea Massaggia, contitolare sia di Villa Barbieri che del piano bar ristorante Q, in Piazza Insurrezione. «Anzi ancora oggi le discoteche sono additate come portatrici a valanga del virus. Invece non è così e credo che lo sappiano bene anche gli esperti del settore.

Abbiamo inviato al Comitato Tecnico-Scientifico del Governo un protocollo sanitario, che garantisce la distanza tra i giovani specialmente quando si balla sotto le stelle, prevede la mascherina e l’igienizzazione delle mani ed anche l’utilizzo dei tamponi. Purtroppo siamo vittime di un pregiudizio, che si trascina da oltre un anno. Proprio in queste ultime settimane, poi, ho dovuto constatare che al danno si è aggiunta anche la beffa. Sia per Villa Barbieri che per il Q (come ex Quirinetta, ndr) abbiamo ricevuto una bolletta della Tari che supera i 10.000 euro.

Non l’ho ancora pagata perché questa situazione ci ha ridotto sul lastrico e la tassa comunale sui rifiuti è riferita al periodo in cui sia il Q che Villa Barbieri erano chiusi».


Ed ancora. «Noi siamo disposti a riaprire perché questo lavoro rappresenta la nostra vita, ma il governo nei nostri confronti deve cambiare atteggiamento. Innanzitutto il coprifuoco deve essere spostato, magari, per quanto ci riguarda, fino alle 24. Basta, non siamo degli untori.

A livello regionale, poi, abbiamo chiesto all’assessore competente Roberto Marcato di poter trasformare le discoteche al coperto in veri e propri ristoranti, naturalmente nel pieno rispetto dei protocolli sanitari».

Anche Andrea Cavinato, presidente provinciale del Silb, aderente all’Appe/Confcommercio, ha la rabbia negli occhi. «Basta con i pregiudizi generali cavalcati anche dal Governo», osserva Cavinato, titolare dell’ex Capannina. «Discoteche chiuse e piazze gremite di gente con assembramenti di ogni sorta. Basta con questo tipo di ristori, che sono delle elemosine.

C’impegniamo a riaprire garantendo la sicurezza sanitaria a tutti i nostri clienti, ma il Governo deve cambiare politica nei nostri confronti. Dipenderà dall’evolversi della stagione in corso, ma la riapertura potrebbe avvenire già a metà maggio. Naturalmente niente sarà come prima, ma i giovani, finalmente, potranno riavere quel tipo di tempo libero e di sano divertimento diffuso anche nel nostro territorio». 
 

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