Elio Armano risponde «Il muro è degradato va coperto o abbattuto»

CADONEGHE

Si copra, si abbatta, si ridipinga, purché quel muro venga coperto alla vista. E se abbatterlo costasse troppo, per carità, meglio una passata con l’idropulitrice e una mano di bianco. La proposta di mettere mano al muro di cinta del parco della Repubblica a Cadoneghe, avanzata dall’ex sindaco Elio Armano, apprezzata dal primo cittadino Marco Schiesaro, è riuscita a scatenare un dibattito.


«Intorno alla mia proposta è nata una discussione, che ha raggiunto punte imbarazzanti» commenta Elio Armano, «come se io da una parte avessi voluto quel muro riecheggiando ideologie veterocomuniste e che ora le rinnegassi in quanto sostenitore della Lega. Da anarchico antiautoritario qual sono, è lontano da me l’appoggio ideologico a qualsivoglia regime totalitario e d’altro canto, pur privo di tessere di partito, sono un uomo di sinistra, non certo vicino alla Lega».

«L’imbrattamento volgare di cui è stato fatto oggetto quel muro» prosegue Armano «offende la bellezza e la dignità collettiva. Non avendo, negli anni successivi, mai operato per la sua riqualificazione, i graffiti sono in parte scoloriti, mentre le pareti a nord sono pregne di umidità. Se poi, come mi dicono, abbatterlo costerà 250 mila euro, meglio ricoprirlo d’edera e spendere quella somma in nuove plantumazioni, come si faceva ai miei tempi».

In realtà i 250mila euro stanziati dalla giunta servono a qualcosa di più che ad abbattere il muro. «Volevamo abbattere la cinta muraria» dice Schiesaro «lasciando aperto il parco, ma ci hanno chiesto di mantenere una recinzione, a protezione dei bambini, pertanto la sostituiremo con un recinto attraverso cui vedere l’interno. Sostituiremo giostre, metteremo mano agli alberi malati, faremo un chiosco bar e due aule elioterapiche per fare lezione. La torre centrale, sarà ricoperta di vegetazione».

Il parco originario, fatto a croce, nelle 4 sezioni aveva essenze arboree diverse. In centro Armano pensava a un gazebo per la socialità, ma l’architetto Antonio Sarto propose una torre, in metallo, sulla quale salire, ricoperta di vegetazione e dalla cui sommità ammirare il parco. «Chi mi succedette alla guida del Comune la lasciò incompleta, chiudendone l’accesso per le rimostranze di chi temeva per l’incolumità dei bambini» conclude Armano. Quel progetto dopo 35 anni troverà compimento. ––

Cristina Salvato

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