Guarito dal Covid: «Ho perso 20 chili, ma a Schiavonia mi hanno salvato la vita»

Il racconto di Pierluigi Trevisan, 61 anni di Merlara: «Ho avuto paura, stare soli in una stanza con casco e ossigeno porta a pensare a cose negative. Vedevo solo medici e infermieri»

PADOVA. «Ho avuto il Covid, sono calato di venti chili, ma grazie alle cure dello splendido personale dell’ospedale di Schiavonia ora sto molto meglio». Queste le parole di Pierluigi Trevisan, sessantunenne di Merlara, che a marzo ha contratto il Covid. Per lui si è reso necessario fin dai primi giorni il ricovero.

«Non so chi mi abbia contagiato. Faccio il camionista e viaggio molto, al momento dei primi sintomi mi trovavo a Perugia» spiega Trevisan. Un inizio con tosse e qualche linea di febbre e un malessere generale che subito lo aveva portato a pensare di aver contratto una normale influenza stagionale.

Su consiglio del medico, dopo essere tornato a casa nel weekend, ha fatto il tampone, ma lunedì 8 marzo l’aggravarsi dei sintomi, con febbre salita a quasi a quaranta e difficoltà respiratorie ha reso necessario l’intervento dell’ambulanza che lo ha portato all’ospedale, confermando il contagio da Covid.

«Da quel momento», aggiunge Trevisan, «ho avuto paura per le mie condizioni. Stare soli in una stanza con casco e ossigeno porta a pensare a cose negative. Le uniche persone che vedevo erano i medici e infermieri, nessuna visita ammessa».

A causa del poco appetito e delle condizioni di salute instabili ha perso venti chili. In una situazione sempre più pesante, è molto grato al personale dell’ospedale che, con passione e costanza, lo ha confortato rimanendogli sempre accanto nonostante il momento complicato. Con lui la terapia a base di cortisone e antibiotici ha funzionato e parallelamente al miglioramento della salute è stato trasferito in reparti con cure meno invasive.

«Mi reputo fortunato perché ho recuperato e non ho avuto bisogno della terapia intensiva» aggiunge. Martedì 30 marzo ha ricevuto il tanto atteso ok dei medici per il ritorno a casa. «Attualmente la mia carica virale è molto bassa, circa lo 0, 5%, e sto attendendo l’esito dell’ultimo tampone» spiega Pierluigi, che ormai è a casa in isolamento da più di due settimane, «Spero sia negativo, così finalmente potrò ritornare ad uscire». —


 

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