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Tram, comitato all'attacco: «Il Comune non ha presentato i documenti per la Via»

È guerra al Tar. Gli oppositori del progetto per la seconda linea: non ci sono le carte che dimostrano la cementificazione. L’assessore Ragona: tutto in regola

Luca Preziusi
1 minuto di lettura
Il progetto del capolinea del Sir3 

PADOVA. «L’amministrazione ha consegnato solo una parte degli elaborati per ottenere una positiva valutazione di impatto ambientale, trascurando proprio quelli che dimostrano come sia prevista una grande cementificazione e un enorme consumo di suolo».

La seconda linea del tram continua a dividere. Il comitato nato tra i residenti di Voltabarozzo, contrario al passaggio del mezzo nel quartiere, ha già presentato un lungo e documentato ricorso al Tar per provare ad impedirne la realizzazione, ma continua a battersi anche per far emergere eventuali buchi lasciati per strada dalla giunta Giordani in fase di progettazione.

«Nelle relazioni a firma dell’architetto Guido Barbieri, che accompagnano il nostro ricorso al Tar, è stato evidenziato come al comitato tecnico per la Via (valutazione impatto ambientale, ndr) della Provincia, il Comune abbia presentato solo una piccola parte degli oltre 600 elaborati grafici e di testo già predisposti tra aprile e maggio 2020, tra cui anche quelli che indicano come dovranno essere realizzati dei muri di sostegno in cemento per oltre 320 metri, con la relativa cementificazione e consumo del suolo» sostiene Liliana Gori, portavoce del comitato “No Rotaie” «ed è quindi evidente come alla commissione siano mancati riferimenti progettuali importanti, tanto che aveva rilevato la difficoltà di esprimere una adeguata valutazione d’impatto per la mancanza di alcune componenti».

Stando alla versione del comitato, le murature di sostegno saranno realizzate anche a ridosso e a confine di giardini privati nelle zone dove il tragitto corre in strade interne e strette tra abitazioni private, e infatti nelle relazioni allegate al ricorso sono state presentate anche numerose sezioni trasversali e rappresentazioni tipologiche dei muri di sostegno, terrapieni e massicciate che fanno parte del progetto.

Sono questi gli elaborati che l’amministrazione non avrebbe presentato in sede di richiesta di assoggettabilità alla valutazione ambientale e alla Soprintendenza. Altro punto che il comitato contesta è la posizione della Provincia: «La tutela del paesaggio e di tutti i suoi componenti non poteva prescindere da una accurata valutazione di impatto ambientale, che la Provincia non ha concesso e che noi continuiamo a contestare» chiude Gori.

Replica l’assessore alla mobilità Andrea Ragona: «Abbiamo l’ok della Conferenza dei Servizi, con le dovute prescrizioni che rispettate». —


 

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