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Il Tso di Solesino e le fake news su whatsapp: l’audio virale

Mentre i carabinieri dell’Api facevano di tutto per muoversi senza destare clamore, i video dell’intervento rimbalzavano da un cellulare all'altro in paese 

SOLESINO (PADOVA). Un blitz in versione social. Con due derive: il rischio che l’intervento naufragasse e l’incredibile effetto esagerazione. Il riferimento è all’episodio avvenuto martedì pomeriggio a Solesino: un 61enne impediva da settimane ad assistenti sociali e sanitari di poter visitare l’anziana madre di 87 anni. All’ennesimo rifiuto – i due vivono assieme – è stato chiesto l’intervento dei carabinieri, che con mandato della Procura hanno fatto irruzione nell’abitazione dei due. Per l’anziana è scattato il ricovero in ospedale ad Abano Terme, per il figlio un Tso.

Mentre i carabinieri dell’Api facevano di tutto per muoversi senza destare clamore, i video dell’intervento rimbalzavano da un cellulare all’altro in paese. Con un forte rischio: che quelle immagini, tramite un messaggio Whatsapp o attraverso qualche gruppo su Facebook, potessero arrivare alla vista del 61enne.

Le conseguenze sono facilmente intuibili: niente effetto sorpresa, fondamentale in azioni come queste, ma soprattutto la possibilità che il residente si agitasse ulteriormente. L’uomo in questione si è fatto trovare assolutamente calmo al blitz dei militari, ma non tutte le situazioni sono così “regolari”. Non è escluso, proprio per questo, che l’irruzione sia stata accelerata anche di fronte a quei video ormai diventati virali.

ASCOLTA. L'audio virale con una raffica di notizie false

Ascolta "Il caso di Solesino" su Spreaker.

Virali, peraltro, sono diventati anche alcuni messaggi audio che pure in questo caso hanno trovato facile veicolo nei telefoni cellulari: in uno veniva segnalato che il 61enne era armato e che stava promettendo alle forze dell’ordine di rispondere con il fuoco ad eventuali accessi in casa, in un altro ancora veniva ipotizzato un fantomatico decesso della madre, con tanto di occultamento del cadavere, e dunque che l’uomo stesse reagendo in quel modo proprio per nascondere quella circostanza.

Il livello di esagerazione di questi messaggi era davvero clamoroso: un fantomatico testimone spiegava che il residente era pieno zeppo d’armi e pure che aveva già sotterrato la madre in giardino, ma che il cadavere non si trovava. Inutile dire che in molti ci hanno creduto, e che queste assurde ipotesi anche poi riempito anche Facebook. 

Nulla di più lontano dalla realtà. E quei morbosi messaggi, oggi, potrebbero costare qualche grattacapo a chi li ha diffusi. —


 

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