È morto a Padova Adriano Cattani, massimo esperto di filatelia

Adriano Cattani è morto mercoledì all’ospedale di Padova

Ex dirigente del Comune, guidava fin dalla fondazione il bollettino italiano. Era responsabile del museo di storia postale del Tasso di Bergamo 

PADOVA. La filatelia piange la scomparsa di uno dei massimi esperti italiani. Si è spento mercoledì mattina all’ospedale di Padova, nel quale era ricoverato da alcuni giorni, Adriano Cattani, direttore dalla fondazione del bollettino filatelico italiano e responsabile del museo della storia postale del Tasso di Bergamo.

Adriano Cattani, nato nel 1945 a Venezia ma padovano d’adozione da ormai cinquant’anni. In città era stimato e conosciuto sia nell’ambito lavorativo come dirigente per anni del Comune in qualità di responsabile del settore Patrimonio Partecipazioni e Lavoro, sia per la sua grande passione per la storia postale e la filatelia.

Proprio questa passione, iniziata a metà degli anni Settanta con la fondazione delle prime riviste ancora a carattere amatoriale, lo aveva portato a diventare uno dei più apprezzati esperti del settore della pre-filatelia, ramo al quale aveva dedicato le pubblicazioni Guida alla prefilatelia. Manuale per la lettura storico-postale delle lettere antiche; Venezia e l’Oriente.

Commerci e servizi postali dal XVI al XVIII secolo e catalogo delle monete veneziane usate in Oriente e Da Venezia in viaggio con la posta. Attualmente era direttore del periodico “Storia Veneta” e socio dell’Unione stampa filatelica italiana – Usfi ma gli impegni principali da quando era andato in pensione lo avevano portato in provincia di Bergamo, a Cornello in val Brembana a dirigere il museo del Tasso e della storia postale. Proprio da lì, arriva il più affettuoso ricordo: «Ricorderemo sempre l’impegno che metteva in ogni progetto, la sua grande volontà, la sua generosità e la sua disponibilità. Ci uniamo alla famiglia nel dolore per la sua scomparsa».

L’ultima sfida purtroppo non realizzata lo attendeva a San Marino, dove solo l’arrivo del Covid gli aveva impedito la prevista riapertura del museo dedicato alla storia numismatica della Repubblica del Titano. «Il materiale», spiegava Cattani, «È talmente ricco, oltre che interessantissimo, che non sarà possibile mostrare tutto, ma sarà programmata un’esposizione a rotazione. Così sarà possibile effettuare visite successive, tutte differenti tra loro».

La passione per il suo lavoro era in contrasto con un carattere riservato e che lo portava quasi sempre a lavorare “dietro le quinte” senza esporsi troppo in primo piano, ma quando lo faceva, le parole erano di esempio per tutti gli appassionati del settore: «Quando ho iniziato ero molto giovane. Allora era un piacere per tutti restare insieme, parlare insieme di francobolli, una cosa che adesso magari non è più esattamente così. Però credo si possa ritrovare il clima giusto perché la filatelia possa risorgere e ritornare quella di prima. L’importante è aver la volontà di farlo». Adriano Cattani lascia la moglie Lavinia, il figlio Andrea e tre nipoti.

I funerali sabato alle 9 nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia. —

Massimo Tonizzo
 

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