Vaccino Covid a Padova, gli anziani tra paure e difficoltà. Ecco come fare per prenotare senza pc

L’invito del presidente dell’ordine dei farmacisti di Padova: «Basta portare il tesserino sanitario poi il cliente sceglie la data e noi stampiamo i moduli necessari» 

PADOVA. «Rivolgetevi a noi che vi diamo una mano». Il presidente dell’ordine dei farmacisti Giovanni Cirilli inorridisce all’idea di centinaia di vaccini rimasti inutilizzati nel Padovano durante il weekend perché gli anziani avevano difficoltà a prenotarsi o perché non si fidavano di farsi iniettare AstraZeneca: «Dopo la campagna assurda che è stata fatta contro questo vaccino è normale che la gente sia perplessa» spiega Cirilli «ma davvero non vorrei che la gente arrivasse a rinunciare all’iniezione per paura: tutti i vaccini in commercio hanno delle controindicazioni, non solo quelli contro il Covid. Conosco personalmente un 92enne cui è stato somministrato AstraZeneca».

Per chi invece avesse più difficoltà che paura a sottoporsi al vaccino, ecco le indicazioni dei farmacisti: «È sufficiente che chi vuole prenotare il proprio vaccino si rechi in farmacia munito di tessera sanitaria» prosegue Cirilli «e questo non vale solo per gli anziani, ma per chiunque abbia difficoltà a farlo da solo quando sarà il momento opportuno. Mi è già capitato che qualcuno mi chiedesse di verificare se erano attivate le prenotazioni per la sua categoria».

Quindi, aggiunge «una volta inserito il codice fiscale escono le proposte di luogo, giorno e orario, le leggiamo al cliente che sceglie. Quindi prenotiamo l’appuntamento e stampiamo i moduli per l’accettazione del vaccino e anamnesi.

È preferibile che il paziente li compili con il proprio medico di base, ma se ci chiede un aiuto siamo comunque pronti, ad esempio gli chiediamo quali farmaci assume e se ha allergie. Una volta compilati i moduli è sufficiente che si presenti nella data e all’orario stabiliti» conclude «il servizio è assolutamente gratuito per il cliente e ci vogliono davvero pochi minuti se c’è la disponibilità dei vaccini.

Ci impieghiamo lo stesso tempo che dedicheremmo a una ricetta telematica o a dare altri tipi di consigli. E la stessa disponibilità metteremo in campo se e quando potremo somministrare i vaccini direttamente in farmacia». —


 

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