Parco Colli, nuovo presidente Pioggia di critiche su Masin

Zanoni (Commissione Ambiente regionale): «Nel 2017 propose la cancellazione di 918 ettari». Gli ambientalisti: «Nomina divisiva». Lorenzoni: «Vecchia logica» 

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I gruppi ambientalisti dei Colli Euganei, Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente in Consiglio Regionale, e il consigliere regionale Arturo Lorenzoni contestano la nomina fatta dal governatore Zaia di Riccardo Masin, sindaco di Galzignano, presidente del Parco Colli, lui che è presidente provinciale di Federcaccia ed è stato promotore della ridefinizione dei confini dell’area tutelata. Le motivazioni partono da lontano e toccano vari aspetti. «Masin nel 2017 aveva proposto alla Regione la cancellazione di 918 ettari del Parco relativi al suo Comune», sbotta Andrea Zanoni, esponente del Pd.




«Mettere chi guarda gli animali attraverso il mirino del suo fucile a capo di un parco dove vige il divieto di caccia a mio avviso è pure un conflitto d’interessi. Il presidente Zaia si dimostra lontanissimo dalla crescente sensibilità dei cittadini e dei giovani che sempre più sentono l’esigenza di tutelare maggiormente l’ambiente e gli animali selvatici. Aveva una fitta schiera di persone valide per questo ruolo e invece ha fatto una scelta che la dice lunga su come consideri i parchi del Veneto. Non a caso, con una media del 10% di superficie a parco in Italia, qui in Veneto abbiamo poco più del 5% e da anni, in fase di bilancio, abbiamo la stessa cifra a suo sostegno, mentre alle associazioni venatorie vengono dati sostegni sempre importanti».



La voce di protesta contro la nomina arriva anche da Christianne Bergamin componente della Comunità del Parco: «Siamo scandalizzati e partiamo con la massima diffidenza. Il presidente del “buco” era fuori da ogni sensata aspettativa, quale logica ha spinto il presidente Zaia a questa nomina così divisiva? Nessuno gli ha mostrato come voleva ridurre i confini del Parco? Con un buco nel territorio di Galzignano sull’onda della proposta del consigliere Sergio Berlato che voleva restringere il perimetro del Parco ai soli cocuzzoli dei Colli». Nel 2017 dei 15 sindaci dei Comuni che insistono sul Parco Colli solo 3 avevano cercato di ridurre i confini e uno di questi era l’ex presidente dell’Ente Euganeo. «Il sindaco di Cervarese, Massimo Campagnolo, è già stato premiato da Zaia che l’ha nominato presidente del Parco nell’ottobre 2019, con un esito disastroso per l’immagine dell’Ente di tutela. Non è bastato, ora viene premiato quello che ha fatto la proposta di riduzione più spinta». L’area che il sindaco Masin voleva escludere dal Parco non riguardava solo il centro abitato di Galzignano, ma anche il fondovalle di via Cengolina e delle valli bonificate dai veneziani che arrivano a comprendere Valsanzibio ed il suo Giardino Monumentale.



Secondo Arturo Lorenzoni la Regione ha dimostrato una visione minimalista del ruolo dei Parchi in Veneto «con una mancanza di una progettualità per valorizzarli sia dal punto di vista turistico che ambientale», spiega l’ex vicesindaco di Padova. «Ci saremmo aspettati uno scatto in avanti, un segnale di discontinuità con gli anni scorsi. La prima impressione però è quella di un forte legame con le sterili logiche del passato senza un pensiero rivolto al futuro che si vuole dare ai nostri siti naturali». —



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