Malori alle scuole medie Vivaldi: tra gli studenti in ospedale trovato un positivo al Covid

Uno studente della classe, che insieme ad altri nove a causa di sintomi come tosse, bruciore agli occhi e vomito, è stato portato in ospedale, è risultato positivo al Covid. La classe è stata messa quindi in quarantena

PADOVA. La scuola media Vivaldi riapre ma gli studenti di 2B rimangono a casa. La struttura dopo l’episodio verificatosi ieri mattina è stata dichiarata agibile ma è sorto un altro problema.

Uno studente della classe, che insieme ad altri nove a causa di sintomi come tosse, bruciore agli occhi e vomito, è stato portato in ospedale, è risultato positivo al Covid. La classe è stata messa quindi in quarantena.

Intanto la preside Concetta Ferrara ha avviato un’indagine interna per capire cosa sia successo ieri mattina e se ci siano dei responsabili.

L’ipotesi più probabile rimane quella della bravata con lo spray al peperoncino. I vigili del fuoco non hanno infatti rilevato anomalie o problemi agli impianti della scuola.

 
COSA E' SUCCESSO
 
Sono da poco passate le 11  di lunedì 11 aprile e nella classe Seconda B, impegnata nell’ora di inglese, si scatena il panico. I ragazzi sono a far lezione in aula magna, quando i colpi di tosse cominciano a rincorrersi facendo capire che qualcosa non va. Qualcuno si strofina gli occhi per l’irritazione, qualcun altro accusa un’improvvisa nausea. C’è chi arriva persino a vomitare. «Era come avere dei granelli di sabbia in gola», racconterà poi una ragazzina. E c’è chi assicura di aver avvertito, in contemporanea ai fastidi, pure un odore piuttosto acre. Anche l’insegnante lamenta gli stessi sintomi. E così si lancia l’allarme. 
 
L'EVACUAZIONE
 
Viene avvisata la dirigente scolastica Concetta Ferrara, che arriva sul posto in pochi minuti e nel frattempo avvisa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il Sisp dell’Usl 6. Il personale scolastico allerta invece i vigili del fuoco di Padova e i sanitari del 118. Arrivano anche i carabinieri del Radiomobile. Intanto la sirena suona: ci vuole un po’ a capire che quella non è un’esercitazione. Ragazzi e docenti, però dimostrano gran compostezza e si radunano nel cortile della scuola. Arrivano anche i primi genitori, allarmati per le sorti dei figli: in un’ora e mezza, tutti gli alunni - 150 in totale - avranno fatto ritorno a casa. In 8, invece, finiscono in Pronto soccorso.
 
CORTISONE E AEROSOL
 
Sono ovviamente gli 8 studenti della Seconda B che hanno avvertito i sintomi più gravi. I primi accertamenti scongiurano le conseguenze peggiori: la saturazione è ottimale, motivo per cui si esclude l’intossicazione da monossido di carbonio. C’è da “curare” soprattutto l’ansia del momento: non si esclude peraltro che per qualcuno si sia trattato di psicosi, più che di effettiva intossicazione. Già nel primo pomeriggio i bambini tornano a casa: la profilassi per loro prevede tre giorni di cortisone e un po’ di aerosol. Gli alunni vengono sottoposti anche a un tampone faringeo (verrà poi trovato uno studente positivo) : l’analisi tossicologica potrebbe sciogliere più di qualche dubbio. 
 
GLI ACCERTAMENTI
 
Ma cosa ha causato tosse e nausea di gruppo? Il primo accertamento compiuto dai vigili ha riguardato ovviamente gli impianti di termoriscaldamento dell’edificio scolastico: il timore, da qui l’evacuazione della scuola, era che potesse esserci qualche fuga di gas.
 
«Fortunatamente questo scenario è stato scongiurato ben presto» spiega la preside Ferrara «La caldaia era peraltro stata oggetto di manutenzione da pochi giorni». Si è valutato anche l’eventuale utilizzo di prodotti per la pulizia degli ambienti, soprattutto visto il periodo di pandemia che ha inevitabilmente aumentato l’utilizzo di queste sostanze: «Anche in questo caso non abbiamo trovato collegamenti. I prodotti usati dal nostro personale sono sempre gli stessi, e sempre nelle stesse dosi». Il timore è che l’episodio possa essere nato da una bravata: una fialetta urticante o qualche prodotto irritante, come peraltro già avvenuto in altre scuole, anche nel Padovano. Si è tuttavia ben lontani dall’accusare senza prove in mano, a maggior ragione i ragazzi che hanno passato una mattinata burrascosa.
 
Non è escluso che qualcosa possa essere avvenuto dall’esterno: i ragazzi, in questi mesi, stanno infatti
facendo lezione con le finestre aperte. I vigili del fuoco hanno compiuto alcuni campionamenti, che saranno sottoposti ad analisi.

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