Contenuto riservato agli abbonati

Rossetto, via al processo a Padova: «Evasione fiscale milionaria»
 

L’accusa è di non aver pagato le imposte con una società che ha sede a S. Marino. Cade l’addebito sull’Iva. Il legale: «Solo un conflitto di competenza tributaria». Udienza il 10 novembre

PADOVA. Evasione fiscale a processo. L’appuntamento davanti al giudice monocratico padovano Claudio Elampini è fissato per il 10 novembre. Sul banco degli imputati l’imprenditore Antonio Rossetto, 57enne di Abano al vertice dell’azienda Gbr Rossetto con sede a Rubano, e l’avvocato-notaio sanmarinese Settimio Alberto Belluzzi, 79 anni, già membro del consiglio di amministrazione della S.M. International Bank spa, presidente del consiglio di amministrazione di Binal Service spa con sede a San Marino. È stato il pm padovano Luisa Rossi a firmare la citazione diretta a processo.

Le accuse, contestate a vario titolo, sono di aver evaso le imposte dirette sulla base di un fatturato di 26 milioni di euro (riconoscendo maggiori costi sostenuti dall’azienda rispetto all’ipotesi iniziale) per cifre notevoli e di aver omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi tra il 2011 e il 2016. Non è arrivata al confronto processuale l’originaria contestazione di evasione dell’Iva per oltre 5 milioni di euro.

L’indagine nasce il 29 gennaio 2018 con una verifica fiscale a Binal Service spa, ditta con una doppia sede: legale a San Marino (noto paradiso fiscale) e amministrativa a Rubano in via Fermi 7, dove si trovano gli uffici di Gbr. Secondo gli investigatori – il Nucleo di Polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza guidata dal tenente colonnello Vittorio Palmese – negli uffici di Gbr era di fatto la sede amministrativa di Binal, società di diritto sanmarinese che coordina (oppure ha coordinato) una rete di 250 sub-agenti addetti alla vendita di prodotti per l’ufficio per conto dell’azienda padovana.

Azienda che, invece, avrebbe garantito agli agenti dal prontuario operativo al materiale di lavoro. In pratica sarebbe stata messa in atto una forma di “esterovestizione societaria”. Un’impresa con sede in Italia è obbligata a pagare il fisco nel nostro Paese.

Per evitare di pagare le tasse, l’unico modo (non legale) è localizzare in maniera fittizia la residenza fiscale all’estero, ovviamente in un paradiso fiscale, per evitare gli adempimenti tributari in Italia usufruendo del regime più vantaggioso fuori dai patrii confini.

Il legale di Rossetto, l’avvocato Cristina Caraccioli, in una nota lo scorso novembre aveva commentato che non si trattava di una questione penale (il reato di evasione) bensì «di un conflitto di competenza tra Italia e San Marino, tema a natura tecnica relegato a questione di interpretazione tributaria». —



 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi