Un nuovo impianto da 2,5 milioni di euro per trattare i Pfas e ridurre il percolato

È stato avviato nella discarica tattica di Sant’Urbano Recupera il 90% dell’acqua, fino a 180 metri cubi al giorno 

SANT’URBANO

Gestire il percolato in “casa propria”, garantendo la completa eliminazione dei Pfas e soprattutto assicurando il recupero del 90% del liquido, che una volta depurato diventa acqua per l’irrigazione. È quanto possibile grazie all’innovativo impianto di trattamento del percolato avviato l’altro giorno nella discarica tattica regionale di Sant’Urbano.




Il nuovo sistema ha richiesto un investimento da parte di Gea srl (gestore della discarica) di 2,5 milioni di euro e risponde alla più recente normativa ambientale regionale, che prevede trattamenti specifici per il percolato – il liquido che risulta dalle infiltrazioni dell’acqua meteorica tra i rifiuti e in parte dal rilascio di acqua dei rifiuti abbancati – soprattutto in relazione allo smaltimento dei Pfas. Che, nel percolato, si concentrano. I Pfas sono molecole utilizzate ampiamente in processi industriali di beni di consumo (trattamento delle pelli, rivestimento oleo e idrorepellente di tessuti, produzione di carta e cartone a uso alimentare, rivestimento di padelle antiaderenti) e conseguentemente presenti nelle matrici di alcuni rifiuti conferiti nella discarica. «L’idea alla base dell’intervento è la gestione autonoma del trattamento» spiega Gianluca Brevigliero, direttore tecnico di Gea «Basti pensare che ogni anno ci troviamo a dover trattare 20-25 mila tonnellate di percolato: fino a ieri, questo liquido usciva dal nostro impianto per raggiungere altri centri di lavorazione». Con un costo non banale: i prezzi per trattare il percolato ed eliminare i Pfas, alla luce delle recenti normative, sono lievitati notevolmente e una proiezione ha previsto una futura spesa di 60 milioni di euro anche solo considerando i 30 anni di gestione una volta esaurito il sito.



L’impianto di Sant’Urbano, progettato da Greenthesis Group con il suo staff tecnico, realizzato dalla Hydrotech Engineering di Bastia e dalla Solarfotonica di Ponte San Nicolò, utilizza la tecnologia dell’osmosi inversa a tre stadi, accompagnata da una seconda fase di evaporazione volta a ridurre ulteriormente il materiale destinato a smaltimento e a massimizzare il recupero di acqua, che così può essere reimmessa in ambito di irrigazione. «Il passaggio del percolato attraverso una membrana semipermeabile genera due soluzioni: una ad elevata concentrazione salina che trattiene gli inquinanti del percolato, l’altra rappresentata da acqua purificata» spiega l’ingegner Roberto Zocchi «Con questo primo passaggio, su 100 unità di liquido ne otteniamo 70 di acqua depurata. Non ci fermiamo qui: lavoriamo ulteriormente sul rimanente 30, dove la concentrazione di Pfas è appunto alta: sfruttiamo l’energia termica del biogas prodotto in discarica per “distillare” questo liquido col processo dell’evaporazione sottovuoto a bassa temperatura, con il risultato finale che di 100 riusciamo a ottenere 90 di acqua depurata, da poter essere dunque reimpiegata per la gestione operativa della discarica (abbattimento della polvere, lavaggio ruote, sistema antincendio) e anche per l’irrigazione». Il restante 10% viene portato in idonei impianti di trattamento finale. Il risparmio ambientale si somma a quello economico: sia per il recupero importante di acqua, sia per il 90% in meno di automezzi che escono dall’impianto per il trasferimento del percolato.



L’impianto ha una capacità massima di 200 metri cubi al giorno di percolato trattato: a pieno regime può dunque scaricare 180 metri cubi al giorno di acqua trattata e rimanere con altri 20 di concentrato (percolato), che finiscono in appositi impianti di incenerimento. In media l’impianto funzionerà tuttavia al 50% della potenzialità: molto dipenderà dalla stagione (e dunque dalle piogge più o meno abbondanti) e dai carichi di rifiuti da gestire nell’impianto. «L’impianto è stato adeguatamente dimensionato per rimanere tranquilli di fronte a tutti gli scenari», sottolinea Brevigliero, assicurando che questo sistema è pensato e autorizzato per i soli bisogni della discarica di Sant’Urbano. —



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