I trent’anni del sacrificio di Borraccino e Coffen A Roma si ricordano i caduti alle Padovanelle

I due agenti della Polizia morirono il 5 aprile 1991 in una sparatoria Oggi una conferenza a Palazzo Madama, poi l’incontro con Casellati 

il ricordo

Giovanni Borraccino e Giordano Coffen furono i primi ad arrivare. In quella sera del 5 aprile 1991 non fecero a tempo nemmeno di mettere la mano sulla fondina: caddero sotto i colpi dei cinque banditi che cercavano brutalmente una via di fuga dalla trappola delle Padovanelle. Borraccino e Coffen avevano 33 e 22 anni ed erano agenti della Polizia di Stato. A trent’anni da quel tragico episodio, oggi il sacrificio dei due poliziotti verrà ricordato a Roma, a Palazzo Madama.


la rapina

È la sera del 5 aprile 1991 quando sei banditi, su un’Alfa 33 e una Uno Bianca, arrivano al ristorante Le Padovanelle di Ponte di Brenta. Cinque di loro entrano nel locale. Due imbracciano un fucile a pompa. Raggiunta la sala principale, intimano che quella è una rapina. In sala ci sono cento persone, tra cui un nutrito gruppo di commensali che partecipano al meeting della Porsche. Un membro della gang pesca in cucina una guardia giurata, che viene trascinata nella sala e picchiata davanti a tutti i presenti terrorizzati. Una ragazza riesce a sfuggire, si chiude in una stanza e allerta il 113.

i primi ad arrivare

La prima ad arrivare è la Volante dall’assistente Giovanni Borraccino e dell’agente ausiliario Giordano Coffen. «Ci hanno mangiato!», urla un palo agli altri della banda. Un colpo sul tavolo con il calcio del fucile dà il segno che ci si deve dare alla fuga. Per poter scappare da quella che era diventata una trappola, i banditi escono dal ristorante sparando. Due, quelli con i fucili a pompa, sbucano dalle vetture del parcheggio e colpiscono i due agenti. Borraccino resta steso sui gradini del ristorante, Coffen viene colpito nel piazzale antistante il parcheggio. Il primo arriverà in ospedale praticamente privo di vita, per il secondo la fine arriverà dopo due ore di speranza.

la memoria

L’assistente Borraccino lasciò la moglie e due figli, Coffen invece i genitori. Gli assassini, una banda mista tra guardie giurate corrotte e pregiudicati, riuscirono a fuggire. Vennero catturati alcune settimane dopo a seguito di serrate indagini della Mobile di Padova. Alla memoria dei due caduti venne dedicato un cippo sul luogo del duplice omicidio. Sono annoverati fra i caduti sulle lapidi presenti all’interno della Questura di Padova e del 2° Reparto Mobile di Padova, dove era in forza l’agente Coffen.

il ricordo a roma

Oggi, alle 15, nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama a Roma, si terrà una conferenza in cui verrà ricordato il sacrificio dei due agenti della Polizia. All’incontro parteciperanno il sottosegretario al Ministero dell’Interno, l’onorevole Nicola Molteni, il questore di Padova Isabella Fusiello e il senatore Manuel Vescovi, ai tempi collega dei due poliziotti, organizzatore dell’evento a loro dedicato. I lavori saranno coordinati dal giornalista Andrea Camaiora (The Skill). All’incontro presenzieranno anche alcuni parenti delle vittime tra cui il figlio di Boraccino, Riccardo, agente in servizio al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Padova ed esponenti della Polizia. Dopo la conferenza, alle 16 si terrà una messa di suffragio nella Chiesa San Luigi de’ Francesi. I familiari dei due poliziotti e il questore saranno quindi ricevuti dal presidente del Senato, Maria Alberti Casellati. —





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