Addio a Maria Pasquale, indimenticabile pediatra e decana dei medici di Padova

Cittadella. Se n’è andata a cent’anni dopo una vita in ambulatorio Iscritta a Lettere, studiò Medicina di nascosto e ottenne le due lauree 

CITTADELLA. Si è spenta dopo un secolo di vita, l’indimenticabile pediatra Maria Pasquale è mancata nella notte tra sabato e ieri.

Era nata l’11 ottobre 1920. Si è dedicata alla medicina, si è presa cura di tanti bambini, ha ispirato la vocazione di decine di medici. Era nata in una famiglia di Cittadella, il fratello Angelo sarebbe diventato il fondatore dell’Acqua Vera. Diploma alle magistrali, poi Lettere al Bo.

Ma la vocazione era un’altra, quella della medicina. La pronipote Elena Pasquale in occasione dei suoi cent’anni ha ricordato la straordinarietà del percorso di studi della prozia: «Quando è arrivato il momento di andare all’università il mio bisnonno era contrario. I soldi servivano ad altro piuttosto che a far studiare “una femmina”. Era la mentalità del tempo.

E medicina poi era esclusa, quella non era una laurea da “femmine”. Per cui o letteratura o niente. La zia si iscrisse a letteratura e, di nascosto, a medicina. Partiva tutte le mattine in corriera per andare a Padova a studiare. Lavorava di nascosto per pagarsi gli studi di medicina. E studiava per due lauree. Quando si è laureata in letteratura a pieni voti ha fatto vedere al padre anche il libretto di medicina. Ottenne così il permesso di continuare a studiare a sue spese. Si laureò in medicina mantenendosi. Fece l’apprendistato in ospedale mantenendosi».

Per 16 anni la dottoressa ha lavorato in clinica pediatrica a Padova ed ha insegnato, poi ha diretto per un lustro pediatria all’ospedale di Vittorio Veneto (Tv). Alla fine il passaggio all’ombra delle mura. Fino ad 80 anni ha continuato ad esercitare, le richieste non sono mai finite, anche al di là della specialità dei bimbi. Impegnata, è stata socia del Rotary Club, amava la montagna, si è cimentata sugli sci. Faceva beneficenza, con discrezione assoluta.

Una donna che si è conquistata tutto. Libera e appassionata. «A quel tempo», il ritratto della nipote, «le donne facevano le mamme e stavano a casa. Lei rinunciò al compagno e scelse il suo amore più grande, la sua passione, il suo lavoro. E la sua indipendenza». Il funerale sarà celebrato mercoledì alle 15 in Duomo. 
 

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