«Non abbiamo prenotazioni da maggio fino all’estate»

ABANO TERME

«Sarà una ripartenza del turismo che, come categoria economica, stimiamo purtroppo più lenta e prudente rispetto a quanto avvenuto lo scorso anno». È il pensiero del presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Emanuele Boaretto. La crisi del turismo, anche termale, causata dalla pandemia e dalle relative restrizioni, non fa dormire sonni tranquilli il presidente degli albergatori termali di Abano e Montegrotto. «Abbiamo la necessità di ripartire in fretta», dice Boaretto. «Non possiamo perdere altro tempo, altrimenti qui più di qualcuno rischia di non riuscire più a tenere in piedi la propria azienda. Dobbiamo cercare di riaprire tutti nella prima quindicina di maggio per poi consolidarci, come è nelle idee del ministro Garavaglia, nel ponte del 2 giugno. Al momento dobbiamo tuttavia confrontarci con una situazione alquanto difficile, dato che non ci sono prenotazioni per maggio e per l’estate e dato che queste arriveranno solamente quando il cliente percepirà la reale ripartenza. Per dare la sensazione che il nostro turismo potrà ripartire, bisognerà anche arrivare assolutamente a vedere riaperti le piscine e i centri termali anche ai clienti che non si sottopongono al ciclo di cure termali. Questo è fondamentale per tornare ad avere numeri importanti».


«Credo che in termini percentuali ci sarà una minima flessione rispetto alla ripartenza dello scorso anno», aggiunge Boaretto. «Ancora per un po’ di tempo dovremo vivere quasi esclusivamente di turisti italiani. Per rivedere gli stranieri, tra cui i tedeschi, tornare in massa alle nostre terme bisognerà invece attendere settembre».

Boaretto spera in un secondo semestre all’altezza e di recuperare terreno, anche se il futuro pare già delineato. «Siamo certi che il 2021 sarà un anno di sofferenza, così come lo era stato il 2020. Per tornare a sorridere, sperando che non si torni poi indietro con i contagi e che la campagna vaccinale dia i suoi effetti, bisognerà attendere il 2022. È giusto però sottolineare che nulla sarà più come prima e che il turismo pre Covid dovremo dimenticarcelo. Bisognerà ricostruire e, da uno studio che abbiamo analizzato proprio di recente, per tornare ad avere l’80% dei flussi turistici che avevano caratterizzato il 2019 bisognerà aspettare addirittura il 2024. Anche per questo serve ripartire in fretta, con certezze e con sussidi alle imprese». —





Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi