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A Mortise va in pensione il medico di base: in 1.500 senza assistenza

Pazienti costretti a rivolgersi anche ad ambulatori fuori Comune alla luce del pensionamento del dottor Antonello. Domenico Crisarà: «Sono 19 anni che diciamo che mancano dottori, ma nulla è stato fatto» 

PADOVA. A Mortise, quartiere tra l’Arcella e Ponte di Brenta, area in cui vivono 7.000 persone, compresi molti anziani, è andato in pensione il medico di base Giorgio Antonello, professionista apprezzato da tutti.

La messa in quiescenza del dottor Antonello lascia senza medico di famiglia 1.500 assistiti che ora stanno cercando un nuovo medico di base, ma sono ancora tantissime le persone che non riescono a trovarne uno. «Purtroppo la ricerca di un nuovo medico non è per niente facile» sottolinea Michele Russi, ex direttore delle poste in pensione, nonché ex consigliere di quartiere «le liste dei medici di famiglia risultano quasi tutte al completo sia a Mortise, a Torre che nelle limitrofe Arcella e Ponte di Brenta.

La situazione si sta facendo sempre più critica anche perché tra alcuni mesi, sempre a Mortise, andrà in pensione anche un altro medico di base. In questi giorni ho conosciuto tante persone, tra cui numerosi anziani che, pur di trovare posto nelle liste di altri medici di famiglia, si sono dovuti rivolgere a studi e ambulatori fuori Comune. Ad esempio a Cadoneghe. Non è una bella cosa perché per arrivarci gli abitanti di Mortise devono prendere tre mezzi pubblici».

Russi ha scritto anche una lettera al governatore Luca Zaia, ma il presidente della Regione non ha potuto fare altro che girarla all’Usl 6 Euganea.

La grave carenza dei medici di base è ben nota anche alla Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale guidata, a livello provinciale da Domenico Crisarà: «Già nel 2002 la nostra associazione lanciò l’allarme che in tutta Italia rischiavano di restare senza medico di base 14 milioni di persone» spiega il dottor Crisarà «19 anni fa ponemmo il problema alla Conferenza delle Regioni, alle sanità regionali e alle Università. Ebbene sono passati tanti anni, sono cambiati tanti Governi, ma la situazione non è cambiata per niente. Anzi rischia di peggiorare. A Padova e provincia, ma anche e specialmente nei paesi di montagna con pochi abitanti, così come nelle zone rurali».

In città stanno per andare in pensione non solo altri medici di base a Mortise e all’Arcella, ma anche nelle zone di via Montà e di Padova ovest. Per cercare di risolvere il problema una volta per tutte, i medici propongono l’istituzione di un tavolo permanente formato da rappresentanti della sanità pubblica, della Regione e dell’Università. —


 

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