Masin: «Posso guidare insieme l’Ente Parco e la Federcaccia»

Il sindaco di Galzignano respinge al mittente l’accusa di conflitto d’interessi Per le catture dei cinghiali con i chiusini va garantita la continuità degli interventi

Gianni Biasetto / ESTE

A dieci mesi dalle dimissioni di Massimo Campagnolo, il governatore del Veneto Luca Zaia ha nominato il nuovo presidente dell’Ente Parco Colli Euganei. È il sindaco di Galzignano Terme, Riccardo Masin, 47 anni, responsabile di produzione della ditta Lofra di Torreglia. Presiede un esecutivo composto da Antonio Scarabello, Nino Schiavon, Diego Bonato e dal sindaco di Arquà Petrarca Luca Callegaro.


Masin ricopre anche la carica di componente il Consiglio di sorveglianza di Etra e di presidente della sezione di Padova di Federcaccia. «Sono onorato della scelta fatta dal presidente Zaia tenuto conto del nutrito e qualificato panorama di candidati a guidare l’Ente», esordisce Masin. «Sono conscio che vado ad assumere un onere non da poco perché il Parco Colli, a mio avviso, ha bisogno di un profondo rinnovamento per renderlo operativo nelle finalità previste della legge istitutiva, la numero 38 del 1989. Per quanto riguarda il mio incarico in Federcaccia non c’è alcun conflitto di interessi, trattandosi di un’associazione».

Presidente, lei conosce bene le problematiche dell’Ente, in primis per essere sindaco di un Comune dei colli, e in secondo luogo per essere stato nel comitato esecutivo dal 2016 al 2017. Da dove intende iniziare?

«Occorre prestare attenzione a quelle attività agricole e turistico-ricettive che permettono a chi vive e lavora nell’area protetta di restare altrimenti si rischia lo spopolamento. Il territorio, soprattutto da quand’è iniziata la pandemia, sta vivendo una situazione difficile dal punto di vista economico. Penso ad esempio agli agricoltori e alle attività di ristorazione che hanno subito notevoli perdite».

Uno dei problemi più sentiti dagli agricoltori, e mai risolti, è la presenza di un numero sproporzionato di cinghiali che creano danni alle colture e all’ambiente. C’è una via d’uscita?

«La prima cosa che intendo fare è verificare la dotazione che ha il Parco per combattere questo fenomeno. È importante, ad esempio, per quanto riguarda le catture con i chiusini, che la presenza degli operatori distaccati da Veneto Agricoltura non subisca interruzioni dovute alla stagionalità dei contratti di lavoro. Sull’attività di selecontrollo intendo andare avanti sul programma in atto».

E il motocross?

«Lavoreremo sulla proposta fatta da alcuni sindaci, che è quella di chiedere alla Regione un inasprimento delle attuali sanzioni. Le multe attuali sono irrisorie, c’è bisogno di un provvedimento che preveda la confisca del mezzo e la denuncia di danno ambientale».

La notizia delle nomine dei presidenti degli Enti Parco del Veneto ha provocato alcune reazioni. «In queste scelte emerge la volontà accentratrice di Zaia», affermano i consiglieri regionali del PD, Francesca Zottis, Andrea Zanoni, e Vanessa Camani. «Non entriamo nel merito del valore delle persone, ma è innegabile che l’autonomia che si chiede a Roma fa a pugni con l’accentramento di Palazzo Balbi. Bizzarra la nomina a presidente del Parco Colli del presidente provinciale di Federcaccia Padova: parrebbe un conflitto di interessi. Perché non scegliere il presidente di Legambiente? ».

Augura buon lavoro a Riccardo Masin, invece, il presidente di Cia Padova, Roberto Betto. «Quella chiamata a guidare il Parco Colli è una squadra competente, che ha a cuore moltissime peculiarità dell’area del Parco», dichiara Betto. —

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