Giordani e la moglie spingono la legge Zan

In un centinaio ieri pomeriggio davanti a Palazzo Moroni «Chi la osteggia non vive la discriminazione sulla sua pelle»

Dai canali social alle piazze, la spinta popolare a sostegno del ddl Zan, di cui in questi giorni si discute la calendarizzazione in Senato, continua a crescere. A Padova ieri pomeriggio poco meno di un centinaio di persone si sono riunite sul listòn per un presidio organizzato dal Partito Democratico, a cui ha partecipato proprio il deputato Zan.

Quella sul disegno di legge su omotransfobia, misoginia e abilismo, è una partita che, da quando ha messo piede in Senato, dopo l’approvazione alla Camera lo scorso 4 novembre, ha riguardato da vicino proprio il capoluogo euganeo. Oltre a Zan, infatti, sono di Padova anche Andrea Ostellari (Lega), presidente della Commissione giustizia del Senato, più volte accusato nelle ultime settimane di ostruzionismo per aver rimandato a oltranza la discussione del ddl in aula, e anche la presidente Casellati, a cui spetterà ora la decisione finale sulla calendarizzazione. Oltre alla sezione cittadina del PD, e a due dei suoi esponenti nella giunta comunale – il vicesindaco Andrea Micalizzi e l’assessore Antonio Bressa – al presidio in centro hanno partecipato Cgil, Uil, Anpi, Studenti per Udu, Rete degli studenti medi, l’associazione femminista Se non ora quando e le associazioni Lgbtq+ Arcigay Tralaltro e Sat-Pink.


«Il sostegno e la mobilitazione di così tante persone è importante – ha detto Zan – Quella che abbiamo scritto è una legge importante, che l’Europa ci chiede da anni. C’è chi dice che non serve, ma bisogna dare un nome alle cose: se una persona viene picchiata perché gay o per una lite per un parcheggio, non è la stessa cosa». «Chi osteggia questa legge non vive la discriminazione sulla sua pelle», ha aggiunto il presidente di Arcigay, Mattia Galdiolo. Per Marianna Cestaro (Cgil) «è vero che questo non è il momento giusto per una legge del genere, perché siamo in enorme ritardo». Anche il sindaco Giordani è intervenuto sulla questione sui suoi canali social: «Contrastare le violenze e le discriminazioni vuol dire fare cose di buon senso, necessarie e urgenti – ha scritto – Auspico che si proceda dentro un clima per quanto possibile bipartisan alla calendarizzazione e alla votazione di un provvedimento di buon senso e civiltà». E tra gli interventi in piazza c’è stato quello di Lucia Betto, proprio la moglie del primo cittadino. —



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