Emma: "Ci sentiamo dispersi, avvolti dall’angoscia e dalla paura di perderci in noi stessi"

Diario dalla zona rossa, il progetto Scholé-Mattino di Padova. Il fotoracconto di una studentessa del Valle: "Siamo strani, complicati, contraddittori, sbagliamo infinite volte, ritornando nei nostri passi tante altre"

Ci stiamo chiedendo quanto questa pandemia ci stia cambiando, quanto stia influenzando i nostri comportamenti e le nostre emozioni. Ci sentiamo dispersi, avvolti dall’angoscia e dalla paura di perderci in noi stessi. Di perderci nel flusso di pensieri nei quali siamo sommersi. Di perderci nei ricordi, nei risentimenti, nei rancori.

Ci sentiamo soli, abbandonati, abbiamo bisogno di riconoscimento e approvazione. Siano fragili, malleabili, influenzabili, pieni di domande senza risposte. Puntiamo il nostro sguardo su una situazione più grande di noi che non abbiamo la possibilità di cambiare, ignorando quello che, nella nostra storia, se volessimo, avremmo la possibilità di modificare.

Ci fermiamo a ciò che gli altri possano pensare di noi, senza guardare a ciò che siamo e proviamo realmente. Tendiamo a concentrarci tanto sul perché delle cose, senza prendere seriamente in considerazione il come poterle affrontare.  Ci costruiamo sulla sabbia mille modi immaginari, per tentare di scappare da noi stessi e dagli altri, voltando le spalle alla roccia sulla quale potremo edificare con solidità il nostro essere.

Siamo strani, complicati, contraddittori, sbagliamo infinite volte, ritornando nei nostri passi tante altre. Altre volte ci perdiamo proprio e abbiamo bisogno dell’aiuto dell’altro per poter uscire dalla selva nella quale siamo immersi. Trovo sia proprio questo la bellezza dell’essere esseri umani: sbagliare e avere sempre la possibilità di migliorare, perdonare, ascoltare, accogliere, donare e cambiare, se ce lo permettiamo. Delle domande che mi sorgono quindi spontanee:

Abbiamo veramente la volontà di accogliere noi stessi e gli altri con tutte le nostre difficoltà, con tutti i nostri limiti, con tutte le nostre contraddizioni e tutte le nostre povertà?  Abbiamo veramente la volontà di cambiare noi stessi, dando testimonianza a chi ci circonda di una gioia che va oltre le situazioni che viviamo, una gioia che si radica inspiegabilmente nel profondo del nostro essere per le più piccole e scontate cose? Ma soprattutto lasciamo che questa gioia entri nella nostra vita o, la soffochiamo per aver la possibilità di commiserarci agli occhi degli altri?

*Emma Piva partecipa al progetto "Diario dalla zona rossa", i dettagli nell'articolo qui sotto

 

 

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