Picchia i genitori a 14 anni: arrestato, va in carcere

Veggiano, mamma e papà gli avevano rifiutato 40 euro. Il figlio ha pure sfasciato la casa. Il sindaco Marzari: «I reati compiuti da ragazzini? Un fenomeno preoccupante»

VEGGIANO. Un altro ragazzino violento contro i genitori, residente a Veggiano, è stato arrestato e portato al carcere minorile di Treviso dai carabinieri di Mestrino: la sera del 9 aprile, al rifiuto dei genitori di consegnargli i 40 euro che chiedeva, è andato in escandescenze.

Impossibile per sua madre e suo padre calmarlo, tanto che per ben due volte hanno richiesto l’intervento dei carabinieri: la prima volta i militari erano convinti di averlo placato, ma dopo un’ora è giunta la seconda telefonata e sono nuovamente accorsi.

Madre e padre erano stati malmenati, la casa devastata dalla sua furia. La cosa inquietante è che il ragazzino ha appena 14 anni. In carcere dovrà rimanerci almeno fino a quando sarà convalidato l’arresto e il giudice non lo sottoporrà all’interrogatorio di garanzia. Meno di due mesi fa lo stesso era capitato con un sedicenne.

Quello dei ragazzini che commettono reati (spaccio, rapine, maltrattamenti verso i genitori) quasi sempre legati alla droga, sta diventando un fenomeno a Veggiano, tanto che il Comune ha deciso di intervenire con un programma di prevenzione nelle scuole medie, in collaborazione con il Serd, il dipartimento delle dipendenze dell’Usl 6 di Padova.

Venerdì 9 sera il ragazzino aveva chiesto ai genitori 40 euro: era pure il compleanno della madre, che gli aveva però rifiutato il denaro. Il figlio, quindi, si è scagliato contro di lei, colpendo anche il padre; poi entrambi sono stati offesi e minacciati. Pare non fosse nemmeno la prima volta, sta di fatto che non riuscendo a gestirlo, i genitori hanno chiesto l’aiuto dai carabinieri: il minore era talmente fuori di sé che il giudice ha preferito inviarlo in carcere, per evitare che la sua condotta portasse a conseguenze ben peggiori.

«I problemi abbiamo cominciato a notarli con alcuni ragazzi nati nel 2002, che hanno fatto da “maestri” ai più piccoli» dichiara il sindaco Simone Marzari, «Abbiamo puntato sulla prevenzione, predisponendo un progetto con il Serd che coinvolgerà quest’anno gli alunni di terza media, l’anno prossimo anche le seconde. Intervenire direttamente, invece, è difficile, in quanto loro sono molto bravi a nascondersi e spesso le famiglie non collaborano. Partono fumando spinelli e finiscono per spacciare procurandosi i soldi per la droga: meccanismo che abbiamo visto consolidato. Uscire da questo sistema non è facile, perché vengono minacciati e picchiati. La Procura minorile, poi, non comunica nulla ai Servizi sociali, quindi manca al Comune un atto ufficiale da cui partire per intervenire: abbiamo comunque avviato un dialogo con alcune famiglie e dei ragazzi. Alcuni hanno seguito un percorso; con altri non c’è stato nulla da fare. Disarmanti le risposte che mi hanno dato: sono convinti di essere dalla parte della ragione, perché è la legge a essere sbagliata, in quanto fumare uno spinello non fa male. A volte sono le famiglie a voler negare tutto, per vergogna e per non doversi addossare la responsabilità di aver fallito in qualche modo come genitori». —

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