Focolaio Covid nell’allevamento, la Lav: «Abbattere i 2000 visoni»

Villa del Conte, gli animalisti: «Tutti gli esemplari infetti prima dello screning obbligatorio». La replica del sindaco Argenti: «Per ora nessuna comunicazione ufficiale»

VILLA DEL CONTE. Covid e visoni, gli animalisti danno per certo l’abbattimento di duemila esemplari dell’allevamento di Villa del Conte dalla prossima settimana, ma il sindaco Antonella Argenti puntualizza: «Al momento nessuna comunicazione ufficiale».

Il caso: da mesi la Lav ha aperto un dialogo con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Tre Venezie per accedere agli atti e verificare il rispetto delle circolari del ministero della Salute per la gestione dei focolai da Sars-Cov-2 negli allevamenti di visoni. In Veneto l’unico allevamento attivo è quello di Villa del Conte, da un anno e mezzo monitorato dall’amministrazione comunale e dal servizio veterinario dell’Usl 6 Euganea, che ha eseguito numerosi sopralluoghi.

A dicembre il municipio ha fatto scattare il sequestro e la sospensione dell’attività, intensificando i monitoraggi. Simone Pavesi, responsabile Lav Animal Free, osserva però che è «impossibile impedire, con un monitoraggio peraltro finanziato dalla sanità pubblica, l’ingresso del Coronavirus in queste strutture».

La ricostruzione della Lav: «Per tutto il ciclo produttivo 2020 in Italia non è mai stato disposto uno screening diagnostico obbligatorio nei visoni. Eppure era già stato rilevato un focolaio nell’allevamento di Capralba (Cremona), dove oltre 26 mila visoni sono poi stati abbattuti. Inoltre in tutta Europa centinaia di allevamenti sono risultati serbatoi del Coronavirus, con migliaia di persone infettate in un salto di specie di ritorno, uomo-visone-uomo, di un virus anche mutato. Finalmente, il 21 dicembre il Ministero ha introdotto la sorveglianza diagnostica obbligatoria consistente nella effettuazione di 60 tamponi ogni 15 giorni in ogni allevamento».

Come emerge dai dati forniti dall’Istituto «le prime positività al Covid nei visoni dell’allevamento di Villa del Conte sono state rilevate l’11 gennaio quando le autorità sanitarie locali hanno avviato lo screening obbligatorio», osserva Pavesi. «Ulteriori accertamenti, condotti tra gennaio e marzo, hanno rilevato positività agli anticorpi Sars-Cov-2 specifici nel 100% degli animali campionati per i test sierologici di neutralizzazione; ciò a dimostrazione che l’infezione di Coronavirus ha interessato l’intero allevamento anche prima dello screening». Quindi? «Proprio per la palese conferma dell’avvenuta infezione, tutti i visoni dell’allevamento di Villa del Conte saranno abbattuti entro i prossimi giorni».

Sul punto, il sindaco osserva che «non risultano ancora comunicazioni ufficiali». Ma per gli animalisti la soluzione è una sola: «Vietare l’attività di allevamento di animali destinati alla mera produzione di pellicce. Altri Paesi lo hanno già fatto e oggi non devono affrontare questo ulteriore rischio di diffusione della pandemia». —



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