L’intervento sanitario deciso dopo un video

Il sessantunenne lo ha postato a mezzanotte di martedì, da qui è scattato il provvedimento per il ricovero coatto

SANTA GIUSTINA IN COLLe

C’è un video di 18 minuti e 59 secondi che testimonia la drammatica situazione sanitaria in cui si dibatte il sessantunenne destinatario del trattamento sanitario obbligatorio firmato dal sindaco Moreno Giacomazzi mercoledì mattina. È stato postato il 6 aprile a mezzanotte e con tutta probabilità è stato proprio il contenuto di questo video a far scattare la misura del ricovero coatto in ospedale perché il sessantunenne continuasse le indispensabili cure che avrebbe interrotto.


Nel video l’uomo afferma di aver sentito spari di pistola e teme per la sua incolumità.

Afferma di vedere qualcuno che tenta di aprire la porta e di sfondare la finestra della casa in cui si è barricato, persone che non si calmeranno finché non lo avranno «sbranato». Chiama pesantemente in causa i famigliari e i medici che lo hanno avuto e lo hanno in cura, chiamandoli per nome e cognome.

Contesta le terapie che lo avrebbero costretto a subire dopo un grave problema che 20 anni fa lo colpì e «vede» qualcuno fuori che aspetta solo di entrare. L’uomo passa poi a parlare della pensione di invalidità che, afferma, lo hanno convinto ad accettare per sottrargli i risparmi. L’uomo sembra consapevole di essere in rete e anzi scandisce di essere in diretta e che c’è tutto il mondo che guarda.

Afferma di aver lasciato testimonianza scritta di tutta la storia. Ma la sua preoccupazione maggiore è per le condizioni della madre, teme che le facciano del male.

Minaccia di prendere a forcate chiunque nel caso sfondassero la porta. Un soliloquio in cui si alternano frasi che sembra abbiano una certa logica, altre che sono incomprensibili intercalate da pause di alcuni secondi. La videocamera non lo riprende mai restando fissa sulla porta d’ingresso che lascia trasparire il chiarore esterno. La situazione è stata evidentemente seguita dai famigliari con crescente preoccupazione per il peggioramento delle condizioni del loro congiunto e che non può non suscitare un sentimento di partecipazione per la sua profonda sofferenza. Un quadro sanitario che anche i medici debbono aver ritenuto molto preoccupante. Di qui la decisione di intervenire per salvaguardare la sua stessa persona da possibili gesti inconsulti anche in considerazione del fatto che il sessantunenne tiene in casa alcuni attrezzi agricoli che potrebbero rivelarsi di estrema pericolosità. Ieri mattina l’uomo ha aggiunto un post prendendosela con il consigliere regionale Giulio Centenaro nella sua veste di assessore alla sicurezza del paese, ruolo che l’amministratore non ricopre più dal suo insediamento al Consiglio regionale. —

Giusy Andreoli

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