Cimitero dell'Arcella distrutto dalla gang: ora è caccia ai complici

Proseguono le indagini della Squadra mobile di Padova con l’analisi dei tabulati telefonici. Verifiche sull’eventuale collegamento tra la chiamata di minacce e il raid

PADOVA. I tabulati dei telefoni dei vandali per verificare se vi siano altri complici nella devastazione del cimitero. Non sono conclusi gli accertamenti sulla banda che ha profanato tombe e lapidi. La polizia vuole chiarire il particolare della telefonata con insulti e bestemmie ricevuta da uno degli animatori della parrocchia circa due ore prima che l’atto vandalico si compiesse. L’ipotesi dell’ipotetica vendetta non è ancora archiviata. Un altro dato che gli inquirenti stanno attendo è quello sul sangue rilevato.

Il raid è stato commesso la notte della viglia di Pasqua. Secondo quanto ricostruito dalla polizia fino a questo momento, nel cimitero sono entrati quattro giovani, tre minorenni e un diciottenne. Hanno sventrato la facciata della cappella dei frati e poi hanno passato in rassegna una serie di tome di famiglia, sfregiando anche alcuni loculi.

Hanno usato le croci per crepare i marmi delle tombe. Una volta terminata l’opera in cimitero hanno scavalcato la recinzione e sono entrati negli impianti della Polisportiva Arcella, dove hanno danneggiato gli spogliatoi e utilizzato i rubinetti per lavarsi. Da lì poi sono usciti attraversando il campo di calcio. Ed è proprio nelle fasi della fuga che sono stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, nonostante prima si fossero premurati di distruggere alcune telecamere.

La polizia proprio la stessa sera aveva controllato il maggiorenne, Ionat Gabriel, nelle vicinanze del parco Milcovich. Per questo si sono concentrati su di lui, arrivando ben presto a rintracciare anche gli altri membri del gruppo. Tutti sono stati denunciati alla Procura di Padova e al Tribunale dei Minori di Venezia per danneggiamento aggravato e vilipendio delle tombe.

Tuttavia, ci sono una serie di riscontri da ultimare. Uno degli animatori della parrocchia di Sant’Antonio ha infatti riferito agli investigatori di aver ricevuto quel sabato sera, intorno alle 21, una telefonata con insulti e bestemmie.

Telefonata giunta ovviamente da un numero nascosto. La Squadra mobile ha sequestrato ai ragazzi tutti i telefonini ed è in corso una verifica incrociata tra tabulati delle compagnie telefoniche e registro delle chiamate sugli smartphone. Si vuole capire se vi siano altri membri del gruppo, altri complici nel danneggiamento o comunque altre persone vicine a quella compagnia.

Sullo sfondo c’è la vicenda della contesa nata intorno alla chiusura delle piastre sportive del patronato per le norme anti Covid. Un provvedimento preso lo scorso mese di ottobre, dopo del quale uno dei frati della parrocchia ha ricevuto messaggi di bestemmie e offese. La polizia vuole capire se le circostanze siano in qualche modo collegate. —



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