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Protesta dei commercianti in tribunale a Padova. "Fateci riaprire o torniamo qui per fallire"

La protesta di giovedì mattina

«È arrivato il momento di alzare la voce in 14 mesi si sono dimenticati di noi, le banche non possono correre in nostro aiuto. Serve cambiare le regole: 300 nostri colleghi a breve porteranno i libri in tribunale, vuol dire azzerare un indotto di 3.000 persone solo a Padova» ha detto un ristoratore

PADOVA. È stata una protesta composta quella messa in scena dai commercianti, giovedì, davanti al tribunale di Padova. Una cinquantina gli esercenti, in rappresentanza di ambulanti, abbigliamento, baristi, ristoratori, sale da ballo, gioiellieri, albergatori e agenzie di viaggio. Simbolico il luogo scelto per la manifestazione: «Siamo qui davanti al palazzo di giustizia perché è proprio questa la porta che varcheranno tanti nostri colleghi che non riescono a sopravvivere a queste chiusure prolungate, e che saranno costretti a dichiarare fallimento», ha affermato il presidente di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin.

Padova, la protesta dei piccoli imprenditori per le riaperture

«È arrivato il momento di alzare la voce - ha spiegato il ristoratore Vincenzo Allegro -, in 14 mesi si sono dimenticati di noi, le banche non possono correre in nostro aiuto. Serve cambiare le regole: 300 nostri colleghi a breve porteranno i libri in tribunale, vuol dire azzerare un indotto di 3.000 persone solo a Padova».

I commercianti in provincia di Padova sono 3.500, 20.000 sono i loro dipendenti e collaboratori. La manifestazione iniziata alle ore 11.00 si è svolta con la supervisione degli agenti della questura di Padova; non ci sono stati scontri né tensioni.

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