Padova, il diciottenne vandalo del cimitero e i macigni lanciati dal cavalcavia 

I sassi che furono lanciati dal cavalcavia

Spunta un precedente penale per il maggiorenne del gruppo che ha profanato le tombe all'Arcella

PADOVA. È il 13 gennaio 2018, un sabato sera. Intorno a mezzanotte un gruppo di ragazzini di 16 e 17 anni sale sul cavalcavia Grassi e sradica il basamento di un lampione. I sassi vengono lanciati in via Friburgo, fortunatamente in quel momento non passa nessuna auto. Anzi, ne passa una soltanto ma si tiene a debita distanza dai massi in caduta libera.

È una gazzella dei carabinieri. I militari vedono le pietre in mezzo alla strada e, alzando la visuale, vedono anche le sagome di persone in fuga. Si lanciano quindi all’inseguimento e fermano il gruppo. I tre amici, un padovano, uno di origini moldave e l’altro romeno, provano a negare tutto ma sia i vestiti che le mani sono ancora sporchi di polvere di cemento.

Basta poi dare un’occhiata in giro per capire che le pietre le avevano prese dal basamento di un lampione sbilenco in via Maroncelli. Tutti e tre sono finiti in caserma. Tra quei tre c’era anche Ionat, che poi finirà nei guai con l’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti. L’impressione che ebbero i carabinieri, è che quel folle gesto fosse stato pensato per provare a combattere la noia.


Quando gli uomini della Squadra mobile hanno individuato il nome di Ionat nell’ambito dell’indagine sui danni in cimitero, questo precedente penale ha subito fatto accendere una lampadina. Lanciare macigni da un cavalcavia è un comportamento irresponsabile, che può essere in qualche modo equiparato alla devastazione di un cimitero senza alcun rispetto per i defunti. Questa equazione ha convinto gli investigatori ad approfondire la figura del diciottenne dell’Arcella e la ricerca ha dato gli esiti sperati. Da lui sono arrivati agli altri componenti del gruppo e così, tassello dopo tassello, hanno ricostruito la follia della loro notte. —


 

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