Seconda dose ai prof, maturità a rischio nel Padovano. «Dateci le iniezioni che ci arrangiamo»

Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Roberto Natale

Il provveditore: «Abbiamo la sede adeguata, ci basterebbe trovare un medico. Vediamo se l’Usl ci verrà incontro»

PADOVA. Garantire la seconda dose di vaccino – in tempi utili e coerenti – almeno ai docenti che, a giugno, saranno impegnati nell’esame di Stato. Un migliaio di persone nel Padovano. È la proposta del provveditore, in vista della seconda controversa maturità segnata dal Covid: «Più che altro è un’intuizione» si schermisce Roberto Natale «un’ipotesi su cui, tuttavia, bisognerebbe cominciare a riflettere, considerando che per i pochi fortunati insegnanti che sono riusciti ad avere la prima dose di AstraZeneca, il periodo del richiamo coinciderà proprio con l’esame di maturità».

Entrambi gli appuntamenti, a partire da metà giugno. Un nuovo grattacapo, tutt’altro che secondario in una ripresa dell’attività scolastica già di per sé complessa in un territorio, come quello padovano, in cui il virus si rifiuta di arretrare in maniera significativa.

L’ipotesi avanzata dal direttore dell’Ufficio scolastico provinciale è quindi di trovare un accordo con l’Usl Euganea che consenta alla scuola di gestirsi con i richiami almeno relativamente agli esaminatori. Questo consentirebbe di evitare il rischio di ritrovarsi con un boom di defezioni a ridosso delle convocazioni o, peggio, nel bel mezzo degli esami. Sia in caso di appuntamenti per il richiamo che per eventuali effetti collaterali dopo la somministrazione. Se è vero che per AstraZeneca la dose più impattante è ritenuta la prima, lo è altrettanto che alla prima somministrazione sono numerosi gli insegnanti che sono finiti ko: troppo alto il rischio di finire con le liste dimezzate anche a giugno.

Il modello proposto è quindi quello sostanzialmente autonomo messo in campo per gli universitari. «Ci basterebbe un medico vaccinatore, messo a disposizione dall’Usl, o un volontario tra i pensionati o, magari, qualche specializzando» spiega Natale «mentre per quanto riguarda la location saremmo di fatto autosufficienti. Basti considerare che l’Ufficio scolastico provinciale ha la sede contigua con la Protezione civile e che siamo a due passi dal parcheggio scambiatore, quindi si tratterebbe semplicemente di metterci a disposizione dei vaccini e qualcuno per somministrarli. Ripeto: almeno per gli insegnanti coinvolti nella maturità. Si tratterebbe di anticipare o posticipare leggermente. È un’intuizione da costruire, vediamo se l’Usl ci verrà incontro».

Un sistema che, in presenza di vaccini, potrebbe in seguito essere eventualmente replicato per tutti gli insegnanti: 9.554 le prime dosi somministrate prima che la prenotazione si interrompesse su circa 20 mila insegnanti potenzialmente vaccinabili (mentre l’Università, in autogestione, ha portato a termine il primo giro di iniezioni con 6.847 dosi). Al momento, tuttavia, manca una regia in grado di tracciare la strategia per l’immunizzazione complessiva degli operatori scolastici.

Intanto, com’è noto, restano sospese le prenotazioni dopo che AstraZeneca è stato ritenuto idoneo anche per gli anziani e quindi dirottato sui 70enni. Mentre non mancano i casi di insegnanti “incastrati” in terra di nessuno dopo aver cercato di disdire le prenotazioni ai centri periferici per rivolgersi in Fiera.

«Gli insegnanti hanno avuto a disposizione due finestre molto brevi per prenotarsi, giusto qualche ora, dopodiché non c’è stato più alcun contatto con l’Usl» prosegue Natale «né abbiamo ulteriori notizie. Devo dire che i dirigenti scolastici sono abbastanza preoccupati in questo senso e hanno avuto più di qualche richiesta da parte dei docenti delle scuole primarie, cioè fino alle medie, di procrastinare la ripresa in presenza almeno al 12 aprile. Ma, questo, evidentemente, non è stato possibile. È chiaro, tuttavia, che dietro a questa domanda c’è il timore da parte degli insegnanti di contrarre il virus in classe».

Di questo passo, salvo contrattempi, assicura il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, la scuola si avvia a concludere il secondo anno di frequenza Covid con le superiori al 50%. —


 

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